."Le parole non colgono il significato segreto, tutto appare un po' diverso quando lo si esprime, un po' falsato, un po' sciocco, sì, e anche questo è bene e mi piace moltissimo, anche con questo sono perfettamente d'accordo, che ciò che è tesoro e saggezza d'un uomo suoni sempre un po' sciocco alle orecchie degli altri."...Le parole a volte possono risultare insufficienti a colmare determinati pensieri... e questo, purtroppo,rende certi suoni sciocchi... Ah se solo questi ronzii potessero essere letti nella mente invece che pronunziati...
."L'amore si può mendicare, comprare, regalare, si può trovarlo per caso sulla strada, ma non si può estorcere."... Altra piccola verità... l'amore si può pregare, aspettare, vivere... forse lo si può anche odiare... ma non lo si può truffare... Bisogna cercare di non far diventare uno dei pochi valori rimasti qualcosa di "illegale"...
."Allora accade facilmente che il suo occhio perda la capacità di vedere ogni altra cosa, fuori di quella che cerca, e che egli non riesca a trovar nulla, non possa assorbir nulla, in sè, perchè pensa sempre unicamente a ciò che cerca, perchè ha uno scopo, perchè è posseduto dal suo scopo. Cercare significa: avere uno scopo. Ma trovare significa: esser libero, restare aperto, non aver scopo. Tu, venerabile, sei forse di fatto uno che cerca, poichè, perseguendo il tuo scopo, non vedi tante cose che ti danno davanti agli occhi."... La ricerca implica davvero una benda davanti agli occhi? una totale immersione di se stessi? Forse un ricercatore, durante il proprio percorso, può essere distratto da avvenimenti o cambiamenti. In questo modo egli indirezzerebbe la sua strada su un'altra direzione, forse. Inoltre: è proprio sicuro che il trovare implica la felicità? Per alcune persone vivere significa ricercare. ricercare ogni cosa: ricercare il sapere, la felicità (?), l'amore, lo scopo. e quindi la questione è: una volta che una persona ha trovato quello che cercava sarà posseduto dalla felicità o dall'infelicità? riuscirà lo stesso ad avere uno scopo nella sua vita? a voi la risposta... illy
"Egli giaceva sulla schiena dura, a mò di corazza, e vide, sollevando un poco il capo, il suo addome bruno, diviso in pezzi ricurvi, in cima ai quali la coperta, che già scivolava tutta giù, si poteva ancora a stento mantenere"... "i sogni non si riescono mai a spiegare ... quante volte mi è capitato di rispecchiarmi, nel sogno, in una persona diversa fisicamente ...........
"Non è un sogno...si udivono le gocce di pioggia battere sulla lamiera della finstra... lo rese completamente melanconico ... che accadrebbe se io continuassi a dormire ancora un po' e dimenticassi ogni scherzo stupido..." Gregor mi sconvolge perchè egli non crede nella trasformazione che lo affligge. Il sonno che aiuta a dimenticare uno scherzo stupido, cioè la realtà... la pioggia,il vento che fanno sbattere la finestra... neanche loro riescono a risolvere il suo essere melanconico.....
"ma quando di nuovo dopo uguale fatica sospirando, si trovò così come prima, e di nuovo vide le sue zampette combattere le uno contro le altre, se possibile ancora più forte, e non trovò nessuna possibilità di portare quiete e ordine in quella confusione .... si disse di nuovo, che non poteva assolutamente rimanere a letto e che la cosa più ragionevole era sacrificare tutto, se esisteva anche la più piccola speranza di liberarsi dal letto in questo modo..." la sofferenza di non riuscire a trovare una via di fuga da questo suo malessere... sbatteva con rabbia le sue zampette e non riusciva comunque a liberarsi da questo suo stato confusionale, e così decise di sacrificare tutto per scovare una speranza di liberarsi ... Le trasformazioni fisiche di un corpo (grasso, magro, debole...) portano alla trasformazione della psiche e del com portamento, in particolare dei giovani. ele
Uno dei temi più attuali e universali, ke troviamo nell’antichità, nel presente e nel futuro: la gioventù e l’inesorabile passare del tempo. “Ma la gioventù non ritorna. La gioia che ci pulsa dentro quando abbiamo vent’anni rallenta i suoi battiti, il corpo ci tradisce, i sensi si corrompono. Degeneriamo in marionette ripugnanti… […] non vi è assolutamente altro al mondo ke la gioventù”. Giuli Sirot
“La ragione per cui amiamo pensare bene degli altri è ke abbiamo tutti paura di noi stessi. La base dell’ottimismo non è che puro e semplice terrore. Siamo convinti di essere generosi perché attribuiamo al nostro prox questa virtù.” La cosa più cara che hai si può trasformare nella tua rovina. “Sentì di avere orrore della propria bellezza, e scaraventando lo specchio a terra…Era stato rovinato dal proprio fascino, e da quella gioventù, che lui stesso aveva invocato. La sua bellezza non era stata che una maschera, la sua gioventù una beffa. La gioventù lo aveva rovinato.”.
Uno dei temi più attuali e universali, ke troviamo nell’antichità, nel presente e nel futuro: la gioventù e l’inesorabile passare del tempo. “Ma la gioventù non ritorna. La gioia che ci pulsa dentro quando abbiamo vent’anni rallenta i suoi battiti, il corpo ci tradisce, i sensi si corrompono. Degeneriamo in marionette ripugnanti… […] non vi è assolutamente altro al mondo ke la gioventù”.
“La ragione per cui amiamo pensare bene degli altri è ke abbiamo tutti paura di noi stessi. La base dell’ottimismo non è che puro e semplice terrore. Siamo convinti di essere generosi perché attribuiamo al nostro prox questa virtù.” La cosa più cara che hai si può trasformare nella tua rovina. “Sentì di avere orrore della propria bellezza, e scaraventando lo specchio a terra…Era stato rovinato dal proprio fascino, e da quella gioventù, che lui stesso aveva invocato. La sua bellezza non era stata che una maschera, la sua gioventù una beffa. La gioventù lo aveva rovinato.”. Giuli Sirot
“Il fatto è ke tu eri stanco della buona educazione, della deferenza, delle premure e dei riguardi. Ti eri ormai seccato delle donne che parlavano, guardavano e pensavano solamente per avere la tua approvazione. Io ti attrassi e ti interessai proprio perché ero diversa da loro. Se non fossi stato una persona generosissima mi avresti odiato per quel mio comportamento. Ma quei tuoi sentimenti erano nobili e giusti. In fondo al tuo cuore, hai sempre disprezzato profondamente le persone che […]Certo, non conoscevi una sola mia virtù ma nessuno pensa alle virtù quando si innamora”. L’ultima frase mi ha colpita particolarmente; tutto è lecito, tutto è facile, razionale, ma non quando si parla d’amore. Quando c’è di mezzo quel raro sentimento, le regole non contano, tutto torna in discussione e non c’è virtù che regge.
“Non saprei dire l’ora, il luogo, lo sguardo o le parole che segnarono l’inizio: accadde troppo tempo fa. Mi ci trovai in mezzo, prima che capissi come fosse cominciato.”
“Il colorito che era fuggito dalle sue guance vi ricomparve per un attimo con maggior intensità, e un sorriso compiaciuto aggiunse splendore al suo sguardo, quando le balenò per la testa il pensiero che l’affetto e le speranze di lui fossero immutati. Ma non osava crederci.” Giuli Sirot
"Amelia le spiegava che, chi fa niente tutto il giorno, ha diritto per lo meno a svagarsi di sera, ma viene un momento, certe volte, che una ha paura del tempo che passa, e non sa più se val la pena di correre tanto." La vita corre incessantemente verso il traguardo... solo lì si ferma... nessuna sosta, nessuna pausa... sta a noi mantenere il passo... cercando di non sprecare nemmeno un secondo
"Chi si fa pecora, il lupo lo mangia" I vecchi proverbi dei nonni non sbagliano mai... e non credo sia un problema solamente del mondo di oggi... purtroppo, da sempre, bisogna cercare di non farsi mettere i piedi in testa
"Sperava sempre, uscendo dall'atelier, di trovare qualche novità sotto il portone, e che non ci fosse mai nessuno ad aspettarla le dava il senso di aver perduto la giornata, di essere già a domani, a domani l'altro, e di aspettare aspettare qualcosa che non veniva." Questi io li definirei "momenti con se stessi"... e a me capita a volte di andare in un posto un po' sperduto... in sella alla mia bicicletta... aspettando a volte di veder arrivare qualcuno... altre invece sperando che nessuno venga, per poter stare sola dentro di me...
"Piangendo sentiva in cuore una fitta scottante fonderle tutto il corpo, e le pareva di svenire" Eh l'amore... un turbine violento di emozioni... destinate però a svanire... affievolendosi pian piano... e quando si spegne tutto non resta altro che un viso bagnato da consolare Miss Prada (Sara Messori)
"Gregor Samsa, svegliatosi una mattina da sogni agitati, si trovò trasformato, nel suo letto, in un enorme insetto immondo. Riposava sulla schiena, dura come una corazza, e sollevando un poco il capo vedeva il suo ventre arcato, bruno e diviso in tanti segmenti ricurvi, in cima a cui la coperta da letto, si manteneva a fatica. Le gambe, numerose e sottili da far pietà, rispetto alla sua corporatura normale, tremolavano senza tregua in un confuso luccichio dinanzi ai suoi occhi"
"Spesso se ne stava lì intere e lunghe notti, senza dormire un minuto e raschiando per delle ore il cuoio. Oppure, senza spaventarsi della fatica, spingeva una seggiola verso la finestra, si arrampicava sul davanzale puntellandosi sulla sedia e vi si affacciava poi, evidentemente per un vago ricordo del senso di liberazione che provava una volta a spaziare fuori con lo sguardo"
Da queste righe traspare l'enorme senso di solitudine provato dal protagonista (o dall'autore?). A mio parere questi sono gli unici pezzi del romanzo in cui ognuno di noi si può rivedere... chi non si è mai sentito solo ed infelice almeno una volta nella vita? Certo, nessuno è mai stato costretto a rimanere chiuso in casa per giorni e giorni tramutato in scarafaggio, ma a tutti è certamente capitato di svegliarsi una mattina e sentirsi strani, inadeguati a ciò che li circonda... soli dentro una stanza, mentre il resto del mondo è fuori.
"Riposava sulla schiena, dura come una corazza, e sollevando un poco il capo vedeva il suo ventre arcuato, bruno e diviso in tanti segmenti ricurvi, in cima a cui la coperta da letto, vicina a scivolar giù tutta, si manteneva a fatica. Le gambe, numerose e sottili da far pietà, rispetto alla sua corporatura normale, tremolavano senza tregua in un confuso luccichio dinanzi ai suoi occhi"
"E si mise all'opera per spostare, con una oscillazione sempre uniforme, il corpo in tutta la sua lunghezza fuori del letto. Lasciandosi cadere in questa maniera, il capo, che cadendo voleva tenere ben sollevato, doveva rimanere logicamente illeso. La schiena sembrava essere dura, e cadendo sul tappeto non si sarebbe forse danneggiata. La preoccupazione più grave era per lo schianto che sarebbe avvenuto [...]"
"Spesso se ne stava lì intere e lunghe notti, senza dormire un minuto e raschiando per delle ore il cuoio. Oppure, senza spaventarsi della fatica, spingeva una seggiola verso la finestra, si arrampicava sul davanzale puntellandosi sulla sedia e vi si affacciava poi, evidentemente per un vago ricordo del senso di liberazione che provava una volta a spaziare fuori con lo sguardo"
Siddharta non è un romanzo qualsiasi, uno dei tanti che leggi e poi dimentichi, no, Siddharta non è proprio un romanzo che ti lascia indifferente. Lo leggi, entri in esso e ti immedesimi nella parte di quell'uomo che è in continua ricerca di sé stesso e della vita. Siddharta non da niente per scontato, non considera definitiva nessuna scelta. Siamo in un ambiente Indiano, tra Brahmini, Nirvana, asceti e tanti altri saggi maestri ed insegnanti di vita. "Una meta si proponeva Siddharta: diventare vuoto, vuoto di sete, vuoto di desideri, vuoto di sogni, vuoto di gioia e di dolore." Ecco Siddharta che vuole "morire a se stesso" e "spersonificarsi" durante l'inizio del suo viaggio con gli asceti girovaghi "Samana". Siddharta putrefaceva il suo spirito, i suoi sentimenti, la sensazione di fame, freddo e dolore attraverso digiuni e autopunizioni violente. Successivamente Siddharta abbandonerà questo gruppo di saggi anziani per andare incontro al Buddha, parlarci e "risvegliarsi": "Ora Siddharta non me lo voglio più lasciar scappare! Cominciare il pensiero e la mia vita con l'Atman e col dolore del mondo! Basta! Uccidermi, smembrarmi, per scoprire un segreto dietro le rovine! Non sarà più lo Yoga-veda a istruirmi, né gli asceti, né alcuna dottrina. Dal mio stesso Io voglio andare a scuola, voglio conoscermi, voglio svelare quel mistero che ha nome Siddharta." Ecco il risveglio di Siddharta e l'inizio di un nuovo cammino verso la scoperta di sé stesso. Pasquali Melania
SIDDHATRA di HERMAN HESSE "La scienza si può comunicare, ma la saggezza no. Si può trovarla, si può viverla, si può farsene portare, si possono fare miracoli con essa, ma dirla e insegnarla non si può." In questa citazione il protagonista Siddharta, diventato ormai saggio, afferma che la saggezza è il frutto nato dall'interno dell'Io, difficilmente può essere trasmesso, spiegato, imposto, raccontato. Solo con la ricerca interiore e con l'esperienza ciascun uomo si costruisce la propria saggezza.
"A volte percepiva, nella profondità dell'anima, una voce lieve, spirante, che piano lo ammoniva, piano si lamentava, così piano ch'egli appena se ne accorgeva. Allora si rendeva conto per un momento che viveva in una strana vita, che gli scorreva accanto senza toccarlo. E qualche volta egli rabbrividì a simili pensieri, e si augurò che anche a lui fosse dato di partecipare con la passione di tutto il suo cuore a questo puerile travaglio quotidiano, di vivere realmente, di agire realmente e di godere ed esistere realmente, e non solo star lì a parte come uno spettatore." Ormai il pensiero principale di ogni uomo è la preoccupazione di non riuscire a vivere la vita al meglio, di farsela scivolare tra le dita come olio. Per questo Siddharta, accorgendosi di ciò, decide di prendere in mano le redini della sua vita e guidarla come meglio crede fino alla fine dei suoi giorni. Federica Rijillo.
�Questo � il motivo per cui continuo la mia peregrinazione: non per cercare un�altra e migliore dottrina, poich� lo so, che non ve n�� alcuna, ma per abbandonare tutte le dottrine e tutti i maestri e raggiungere da solo la mia meta o morire.� � giusto trovare il proprio cammino, il proprio scopo e magari apprendere cose nuove dal percorso degli altri ma non � sempre giusto seguirli�
Profondamente vi pens� come attraverso un�acqua profonda rilasci� calare fino al fondo di questa sensazione, fin l� dove riposano le cause ultime, poich� conoscere le cause ultime, questo � appunto pensare. � la superficialit� il male del nostro pensiero?. Quindi da un sapere vago e generico non pu� nascere un pensiero puro�
Il mondo l�aveva assorbito, il piacere, l�avidit� la pigrizia, e infine anche quel peccato ch�egli aveva sempre disprezzato e deriso come il pi� stolto di tutti: l�avarizia. Cos� anche il pi� saggio � sprofondato nei piaceri del mondo, molto difficili da controllare, senza pensare ai valori per cui aveva sempre vissuto. Ambra
Un desiderio alle volte può rivelarsi una maledizione, come nel caso del nostro protagonista Dorian Gray...
"Questo bellissimo quadro resterà così, con tutta la sua bellezza, ed io invece imbruttirò e questi mi deriderà. Vorrei che potesse invecchiare al posto mio!"
Molte le vicende che hanno come protagonista questo ragazzotto, ma la più importante di sicuro, e la peggiore, è stata fare la conoscenza di Lord Henry, che si potrebbe rappresentare come la tentazione in persona, il braccio destro del diavolo! troppe le idee che ha meso in testa a quel puro ragazzo di 17 anni...
" L'unico modo per liberarsi di una tentazione è di abbandonarsi ad essa"
così...per aver espresso un desiderio, aver conosciuto la persona sbagliata...Dorian Gray si ritroverà ad essere una persona crudele e a rovinarsi la vita...
Dorian Gray: un libro cinico, che mi ha fatto venire la pelle d'oca in certi momenti..con episodi duri...e con una storia troppo fantastica...ma abbatsanza carino da leggere...
”Era poco curioso della dottrina, non credeva ch’essa gli potesse apprendere qualcosa di nuovo […]. Egli fissava attentamente la testa di Gotama, le sue spalle, i suoi piedi, la mano penzolante immota, e gli pareva che ogni articolazione in ogni dito di quella mano fosse dottrina, parlasse, spirasse, emanasse, riflettesse verità.” Egli amava Verità, egli amava Sapere. Come una droga (forse esageratamente), come tanti scalini da percorre. E correva Siddharta e ad ogni passo che faceva gli sembrava di tornare indietro uno scalirno per poi salirne due di più. E quello che aveva non gli bastava. Il corpo, il pensiero, il dolore la felicità, il coraggio, la furbizia….sempre di più finchè….
”Egli aveva notato che la voce del fiume gli parlava, e da quella imparava, essa lo educava, lo istruiva, il fiume gli pareva un dio, e per tanti anni non seppe che ogni brezza, ogni nuvola, ogni uccello, ogni insetto è altrettanto divino e può essere altrettanto saggio ed istruttivo quanto il venerato fiume.” …finchè non incontrò il fiume e scaturì qull’innata pace che andava oltre i samana, oltre alla sofferenza, oltre i riti e “le parole e il pensiero”. ”La libertà è il diritto dell’anima di respirare” dal film Will Hunting
”Io sono come te. Anche tu non ami, altrimenti come potresti far dell’amore un arte? Forse le persone come noi non possono amare. Lo possono gli uomini-bambini: questo è il loro segreto” Ma forse, nonostante abbia conquistato la sua tanto ricercata libertà/verità, Siddharta si è perso la libertà che più ci accumuna e più ci rende diversi, la libertà che non ci può essere imposta ma che per me vale più di mille ricerche più di mille riti perché anche per amare ci vuole coraggio, sofferenza, felicità corpo, pensiero….
"si, continuò lord henry, questo è uno dei grandi segreti della vita: curare l'anima coi sensi e i sensi con l'anima. lei è una meravigliosa creazione. lei sa più di quanto creda di sapere, proprio come sa meno di quanto voglia sapere." "quando vedrai Sibyl Vane ti sarà chiaro che l'uomo che volesse farle del male sarebbe una bestia, una bestia senza cuore." "per lui l'uomo era un essere con una miriade di vite e di sensazioni, una creatura complessa e multiforme che portava dentro di sè strane eredità di pensiero e di passione, e la cui stessa carne era intaccata dalle mostruose malattie dei morti." eterna giovinezza: il desiderio più antico dell'uomo. dai tempi dei tempi il genere umano ha sempre cercato un modo per non invecchiare. le persone hanno tentato infinite possibilità per mantenere la loro fanciullezza. abbiamo sentito parlare del famoso elisir di lunga vita e persino della vendita della propria anima. è quest'ultimo il caso dell'amato dorian gray. un ragazzo ingenuo che si trasformò nel più orribile dei mostri dall'incontro con il terribile lord henry, seduttore dei sensi. l'ideale dell'eterna giovinezza e della bellezza infinita crebbero a tal punto in dorian che la perdita di se stesso lo portò a un punto di non ritorno. l'affascinante ragazzo smarrì la sua anima e capendo il suo errore troppo tardi non potè riparare al danno causatosi. il giovane gray non trovò mai il suo posto nel mondo, solo una vita effimera e vana. fino ad un anno fa pensavo che il massimo che potevo avere dalla vita era un piacere superficiale, che durava pochi istanti e non mi restava nel cuore, poi ho scoperto che posso avere molto di più e da quel momento ho cercato di apprezzare tutte le piccole cose. dorian gray non ce l'ha fatta... maya
[…] si sentiva tremendamente agitato, ma il modo col quale si chinò a baciare la mano della padrona di casa fu semplice e pieno di grazia, come sempre. Forse non si appare mai tanto naturali come quando si deve sostenere una parte. Vedendo D.G quella sera nessuno avrebbe potuto credere che egli avesse vissuto una tragedia orribile […] non era possibile che quelle dita affusolate avessero stretto un coltello e commesso un delitto, né che quelle labbra sorridenti avessero imprecato…la frase che mi ha colpito maggiormente è proprio questa…” non si appare mai tanto naturali come quando si deve sostenere una parte”e credo proprio che sia vero, purtroppo noi uomini e soprattutto adolescenti tendiamo a nascondere la nostra personalità, il nostro essere dietro ad “una parte”, che spesso è proprio quello che gli altri vorrebbero da noi; dovremmo invece cercare di essere noi stessi senza dover occupare il ruolo di nessuno. Ciancio Sara
"... Riposava sulla schiena, dura come una corazza, e sollevando un poco il capo vedeva il suo ventre arcuato, bruno e diviso in tanti segmenti ricurvi, in cima a cui la coperta da letto, vicina a scivolar giù tutta, si manteneva a fatica. Le gambe, numerose e sottili da far pietà, rispetto alla sua corporatura normale, tremolavano senza tregua in un confuso luccichio dinanzi ai suoi occhi..."
"... E si mise all'opera per spostare, con una oscillazione sempre uniforme, il corpo in tutta la sua lunghezza fuori del letto. Lasciandosi cadere in questa maniera, il capo, che cadendo voleva tenere ben sollevato, doveva rimanere logicamente illeso. La schiena sembrava essere dura, e cadendo sul tappeto non si sarebbe forse danneggiata. La preoccupazione più grave era per lo schianto che sarebbe avvenuto ..."
"... Spesso se ne stava lì intere e lunghe notti, senza dormire un minuto e raschiando per delle ore il cuoio. Oppure, senza spaventarsi della fatica, spingeva una seggiola verso la finestra, si arrampicava sul davanzale puntellandosi sulla sedia e vi si affacciava poi, evidentemente per un vago ricordo del senso di liberazione che provava una volta a spaziare fuori con lo sguardo..."
che dire... semplicemente fantastico.. ho apprezzato il modo in cui kafka ha scritto questo romanzo. Coinvolgente, e molto molto triste.. io sinceramente non riuscirei a uccidere una persona cara, specialmente se si parla di mio fratello... se dovessi dare un voto al romanzo, sarebbe 8! Cavazzuti Sara
A quei tempi era sempre festa. ... finchè non sapevano più cosa dire.
L'inizio di questo romanzo mi ricorda tanto le mie estati... la vita viene rivoluzionata... si esce di più si è tutti più felici e spensierati... e tutto ci rende più tranquilli. Tutto diventa un pretesto per non tornare presto la sera... e non svegliarsi mai la mattina.
Adesso capiva tante cose... e le scappava da ridere cm si ride da soli. A volte basta uno sguardo per capire cose... e spesso infatti sarebbe meglio riuscire a osservare bene le persone anche se spesso la nostra società che corre non ce lo permette... però credo che se riuscissimo a farlo saremmo tutti un po' migliori, e riusciremo a evitare tanti screzi...
Mi piacerebbe commentare con le parole di un grande autore il fascino paradossale di questo romanzo. "Sempre più Dorian Gray si innamorava della sua bellezza, con sempre maggiore interesse seguiva il corrompersi della sua anima". Questo racconto è una concatenazione di eventi che rivelano la personalità del protagonista. Passo dopo passo, scorrendo i vari capitoli, è come se seguissimo il percorso che si disegna nella mente di Dorian. La luce si accentua e le ombre accrescono nella vita di Dorian. Un semplice incontro ha radicalmente mutato la sua vita. è in questo scenario dai tratti giovanili che teme di arrendersi all'avvenire, che si dilata il tempo, il suo peggiore nemico. Ma è indubbia l'armonia che Wilde ha costruito accostando fra loro le parole. Una semplice alchimia di suoni che evocano sospiri, flebili fruscii. è la poesia che risveglia l'anima dopo un lungo torpore e ne rivela la vera natura. Un'opera , un percorso esistenziale paradossale che si staglia lungo una tela, celando fra le sue rifinture l'antidoto. Angie
Il giovane Holden di Salinger Definirei questo romanzo una pseudo autobiografia nonostante Holden, nei primi capitoli, asserisca che non è sua intenzione scriverne una. Egli è il ritratto dell'adolescente svogliato, l'eterno bambino che ricerca nuove avventure.Quando queste però lo spaventano, ecco che allora si dedica alla fuga anzichè combattere. Nonostante l'ironia, non mi ha molto affascinta forse semplicemente perchè erano troppe le mie aspettative a riguardo. Angelica
Ho sentito l’odore del sangue in questo viaggio terrificante, in un’Italia nazi-fascista, minacciata da continue guerre partigiane. Vista assieme a Pin, garzone ciabattaio. Un bambino-adulto, costretto a compiere i piani pericolosi e segreti di adulti “bugiardi e traditori”; come rubare la pistola del marinaio tedesco, successivamente seppellita in un sentiero sconosciuto, dove i ragni costruiscono i nidi. “Lì, tra l’erba, i ragni fanno delle tane, dei tunnel tappezzati d’un cemento d’erba secca; ma la cosa meravigliosa è che le tane hanno una porticina, pure di quella poltiglia secca d’erba, una porticina tonda che si può aprire e chiudere.” Italo Calvino in ogni suo romanzo “nasconde qualcosa affinché il lettore la trovi”, e forse in questo vuole svelare l’importanza dell’amore e dell’affetto nella vita di un infante, senza si rischia di diventare un “Pin”, piccolo pulcino voglioso di crescere. “Chi ha una pistola vera dovrebbe fare dei giochi meravigliosi, dei giochi che nessun ragazzo ha fatto mai, ma Pin è un ragazzo che non sa giocare, che non sa prender parte ai giochi né dei grandi né dei ragazzi.”
IL SENTIERO DEI NIDI DI RAGNO – ITALO CALVINO «E continuarono a camminare, l’omone e il bambino, nella notte, in mezzo alle lucciole, tenendosi per mano.» Tra la guerra, il sesso, la corruzione c’è Pin. Un bambino, disegnato da Calvino. E’ un bambino che vive sul confine, a metà di una infanzia mai appartenuta e un mondo adulto estraneo e lontano. Pin vuole a tutti i costi entrare a far parte della Guerra, un gioco da grandi che lo attrae come nient’altro. Ma le regole spesso gli scivolano dalle mani, perde il controllo della situazione e si trova ad essere riunito con altri mascalzoni in un bosco, al chiuso, protetti dal mondo. Ma in tutto questo Pin non centra, lui vuole la pace e la cerca con la purezza del suo animo. Troverà un amico, alla fine. Un amico che lo porterà lontano dalla sofferenza. L’unico gesto di speranza che ho incontrato in questo libro. Auri.
«Il peccato è una cosa che si legge nel volto di un uomo. Il peccato non si può nascondere.» Cedere alla tentazione della bellezza eterna, ecco il peccato di Dorian Gray. Lui ha fatto un patto col diavolo pur di rimanere bello cm era, solo che quando vedeva come il quadro invecchiava al posto suo, mostrandogli la sua vera anima, lui veniva preso dai sensi di colpa. Colpe che non si possono nascondere, perchè il suo stesso aspetto gleile mostrava sempre.
"Questo bellissimo quadro rimarrà così,con tutta la sua bellezza,ed io invece imbruttito e questi mi deriderà,vorrei che potesse invecchiare al posto mio"
questa è la frase chiave da dove scaturisce il "patto" con il demonio... la tentazzione e il peccato prendono posto al centro del messaggio del libro, il quale mi ha colpito ed incuriosito anche per la stranezza del tema affrontato. Dorian Gray è un ragazzo di 17 anni il quale ammette lui stesso che l'unico modo per togliersi la tentazione di dosso è lasciarsi trasportare da essa...ma sarà proprio questa la ragione della sua morte.
"Il sentiero dei nidi di ragno" di Italo Calvino La Storia vissuta da un giovane ragazzo, Pin; mi sorprende la sua ingenuità coraggiosa nel Vivere questa storia. Le sue peripezie m’ispirano forza, tenerezza, una dimensione totalmente diversa da quella presente. “Poi, dietro gli uomini, la grande macchina delle classi che avanzano, la macchina spinta dai piccoli gesti quotidiani, la macchina dove altri gesti bruciano senza lasciare traccia: la storia […]”. Calvino riesce a cogliere il concetto di storia, scrivendo la sua essenza in poche righe. “[…] Tutto deve esser logico, tutto si deve capire, nella storia come nella testa degli uomini: ma tra l’una e l’altra resta un salto, una zona buia dove le ragioni collettive, si fanno ragioni individuali, con mostruose deviazioni e impensati agganciamenti.”
28 commenti:
ciao prof.
by gianna
buone vacanze da pamela e fede
commento
Siddharta. Herman Hesse.
."Le parole non colgono il significato segreto, tutto appare un po' diverso quando lo si esprime, un po' falsato, un po' sciocco, sì, e anche questo è bene e mi piace moltissimo, anche con questo sono perfettamente d'accordo, che ciò che è tesoro e saggezza d'un uomo suoni sempre un po' sciocco alle orecchie degli altri."...Le parole a volte possono risultare insufficienti a colmare determinati pensieri... e questo, purtroppo,rende certi suoni sciocchi... Ah se solo questi ronzii potessero essere letti nella mente invece che pronunziati...
."L'amore si può mendicare, comprare, regalare, si può trovarlo per caso sulla strada, ma non si può estorcere."... Altra piccola verità... l'amore si può pregare, aspettare, vivere... forse lo si può anche odiare... ma non lo si può truffare...
Bisogna cercare di non far diventare uno dei pochi valori rimasti qualcosa di "illegale"...
."Allora accade facilmente che il suo occhio perda la capacità di vedere ogni altra cosa, fuori di quella che cerca, e che egli non riesca a trovar nulla, non possa assorbir nulla, in sè, perchè pensa sempre unicamente a ciò che cerca, perchè ha uno scopo, perchè è posseduto dal suo scopo. Cercare significa: avere uno scopo. Ma trovare significa: esser libero, restare aperto, non aver scopo. Tu, venerabile, sei forse di fatto uno che cerca, poichè, perseguendo il tuo scopo, non vedi tante cose che ti danno davanti agli occhi."... La ricerca implica davvero una benda davanti agli occhi? una totale immersione di se stessi? Forse un ricercatore, durante il proprio percorso, può essere distratto da avvenimenti o cambiamenti. In questo modo egli indirezzerebbe la sua strada su un'altra direzione, forse. Inoltre: è proprio sicuro che il trovare implica la felicità? Per alcune persone vivere significa ricercare. ricercare ogni cosa: ricercare il sapere, la felicità (?), l'amore, lo scopo. e quindi la questione è: una volta che una persona ha trovato quello che cercava sarà posseduto dalla felicità o dall'infelicità? riuscirà lo stesso ad avere uno scopo nella sua vita? a voi la risposta...
illy
kafka. la metamorfosi.
"Egli giaceva sulla schiena dura, a mò di corazza, e vide, sollevando un poco il capo, il suo addome bruno, diviso in pezzi ricurvi, in cima ai quali la coperta, che già scivolava tutta giù, si poteva ancora a stento mantenere"... "i sogni non si riescono mai a spiegare ... quante volte mi è capitato di rispecchiarmi, nel sogno, in una persona diversa fisicamente ...........
"Non è un sogno...si udivono le gocce di pioggia battere sulla lamiera della finstra... lo rese completamente melanconico ... che accadrebbe se io continuassi a dormire ancora un po' e dimenticassi ogni scherzo stupido..." Gregor mi sconvolge perchè egli
non crede nella trasformazione che lo affligge. Il sonno che aiuta a dimenticare uno scherzo stupido, cioè la realtà... la pioggia,il vento che fanno sbattere la finestra... neanche loro riescono a risolvere il suo essere melanconico.....
"ma quando di nuovo dopo uguale fatica sospirando, si trovò così come prima, e di nuovo vide le sue zampette combattere le uno contro le altre, se possibile ancora più forte, e non trovò nessuna possibilità di portare quiete e ordine in quella confusione .... si disse di nuovo, che non poteva assolutamente rimanere a letto e che la cosa più ragionevole era sacrificare tutto, se esisteva anche la più piccola speranza di liberarsi dal letto in questo modo..." la sofferenza di non riuscire a trovare una via di fuga da questo suo malessere... sbatteva con rabbia le sue zampette e non riusciva comunque a liberarsi da questo suo stato confusionale, e così decise di sacrificare tutto per scovare una speranza di liberarsi ... Le trasformazioni fisiche di un corpo (grasso, magro, debole...) portano alla trasformazione della psiche e del com portamento, in particolare dei giovani.
ele
Il Ritratto di Dorian Gray
Uno dei temi più attuali e universali, ke troviamo nell’antichità, nel presente e nel futuro: la gioventù e l’inesorabile passare del tempo. “Ma la gioventù non ritorna. La gioia che ci pulsa dentro quando abbiamo vent’anni rallenta i suoi battiti, il corpo ci tradisce, i sensi si corrompono. Degeneriamo in marionette ripugnanti… […] non vi è assolutamente altro al mondo ke la gioventù”. Giuli Sirot
“La ragione per cui amiamo pensare bene degli altri è ke abbiamo tutti paura di noi stessi. La base dell’ottimismo non è che puro e semplice terrore. Siamo convinti di essere generosi perché attribuiamo al nostro prox questa virtù.”
La cosa più cara che hai si può trasformare nella tua rovina. “Sentì di avere orrore della propria bellezza, e scaraventando lo specchio a terra…Era stato rovinato dal proprio fascino, e da quella gioventù, che lui stesso aveva invocato. La sua bellezza non era stata che una maschera, la sua gioventù una beffa. La gioventù lo aveva rovinato.”.
Il Ritratto di Dorian Gray
Uno dei temi più attuali e universali, ke troviamo nell’antichità, nel presente e nel futuro: la gioventù e l’inesorabile passare del tempo. “Ma la gioventù non ritorna. La gioia che ci pulsa dentro quando abbiamo vent’anni rallenta i suoi battiti, il corpo ci tradisce, i sensi si corrompono. Degeneriamo in marionette ripugnanti… […] non vi è assolutamente altro al mondo ke la gioventù”.
“La ragione per cui amiamo pensare bene degli altri è ke abbiamo tutti paura di noi stessi. La base dell’ottimismo non è che puro e semplice terrore. Siamo convinti di essere generosi perché attribuiamo al nostro prox questa virtù.”
La cosa più cara che hai si può trasformare nella tua rovina. “Sentì di avere orrore della propria bellezza, e scaraventando lo specchio a terra…Era stato rovinato dal proprio fascino, e da quella gioventù, che lui stesso aveva invocato. La sua bellezza non era stata che una maschera, la sua gioventù una beffa. La gioventù lo aveva rovinato.”.
Giuli Sirot
ORGOGLIO E PREGIUDIZIO
Jane Austen
“Il fatto è ke tu eri stanco della buona educazione, della deferenza, delle premure e dei riguardi. Ti eri ormai seccato delle donne che parlavano, guardavano e pensavano solamente per avere la tua approvazione. Io ti attrassi e ti interessai proprio perché ero diversa da loro. Se non fossi stato una persona generosissima mi avresti odiato per quel mio comportamento. Ma quei tuoi sentimenti erano nobili e giusti. In fondo al tuo cuore, hai sempre disprezzato profondamente le persone che […]Certo, non conoscevi una sola mia virtù ma nessuno pensa alle virtù quando si innamora”.
L’ultima frase mi ha colpita particolarmente; tutto è lecito, tutto è facile, razionale, ma non quando si parla d’amore. Quando c’è di mezzo quel raro sentimento, le regole non contano, tutto torna in discussione e non c’è virtù che regge.
“Non saprei dire l’ora, il luogo, lo sguardo o le parole che segnarono l’inizio: accadde troppo tempo fa. Mi ci trovai in mezzo, prima che capissi come fosse cominciato.”
“Il colorito che era fuggito dalle sue guance vi ricomparve per un attimo con maggior intensità, e un sorriso compiaciuto aggiunse splendore al suo sguardo, quando le balenò per la testa il pensiero che l’affetto e le speranze di lui fossero immutati. Ma non osava crederci.”
Giuli Sirot
LA BELLA ESTATE (Cesare Pavese)
"Amelia le spiegava che, chi fa niente tutto il giorno, ha diritto per lo meno a svagarsi di sera, ma viene un momento, certe volte, che una ha paura del tempo che passa, e non sa più se val la pena di correre tanto."
La vita corre incessantemente verso il traguardo... solo lì si ferma... nessuna sosta, nessuna pausa... sta a noi mantenere il passo... cercando di non sprecare nemmeno un secondo
"Chi si fa pecora, il lupo lo mangia"
I vecchi proverbi dei nonni non sbagliano mai... e non credo sia un problema solamente del mondo di oggi... purtroppo, da sempre, bisogna cercare di non farsi mettere i piedi in testa
"Sperava sempre, uscendo dall'atelier, di trovare qualche novità sotto il portone, e che non ci fosse mai nessuno ad aspettarla le dava il senso di aver perduto la giornata, di essere già a domani, a domani l'altro, e di aspettare aspettare qualcosa che non veniva."
Questi io li definirei "momenti con se stessi"... e a me capita a volte di andare in un posto un po' sperduto... in sella alla mia bicicletta... aspettando a volte di veder arrivare qualcuno... altre invece sperando che nessuno venga, per poter stare sola dentro di me...
"Piangendo sentiva in cuore una fitta scottante fonderle tutto il corpo, e le pareva di svenire"
Eh l'amore... un turbine violento di emozioni... destinate però a svanire... affievolendosi pian piano... e quando si spegne tutto non resta altro che un viso bagnato da consolare
Miss Prada (Sara Messori)
La Metamorfosi, Kafka.
"Gregor Samsa, svegliatosi una mattina da sogni agitati, si trovò trasformato, nel suo letto, in un enorme insetto immondo. Riposava sulla schiena, dura come una corazza, e sollevando un poco il capo vedeva il suo ventre arcato, bruno e diviso in tanti segmenti ricurvi, in cima a cui la coperta da letto, si manteneva a fatica. Le gambe, numerose e sottili da far pietà, rispetto alla sua corporatura normale, tremolavano senza tregua in un confuso luccichio dinanzi ai suoi occhi"
"Spesso se ne stava lì intere e lunghe notti, senza dormire un minuto e raschiando per delle ore il cuoio. Oppure, senza spaventarsi della fatica, spingeva una seggiola verso la finestra, si arrampicava sul davanzale puntellandosi sulla sedia e vi si affacciava poi, evidentemente per un vago ricordo del senso di liberazione che provava una volta a spaziare fuori con lo sguardo"
Da queste righe traspare l'enorme senso di solitudine provato dal protagonista (o dall'autore?). A mio parere questi sono gli unici pezzi del romanzo in cui ognuno di noi si può rivedere... chi non si è mai sentito solo ed infelice almeno una volta nella vita?
Certo, nessuno è mai stato costretto a rimanere chiuso in casa per giorni e giorni tramutato in scarafaggio, ma a tutti è certamente capitato di svegliarsi una mattina e sentirsi strani, inadeguati a ciò che li circonda... soli dentro una stanza, mentre il resto del mondo è fuori.
Cate
kafka. la metamorfosi.
"Riposava sulla schiena, dura come una corazza, e sollevando un poco il capo vedeva il suo ventre arcuato, bruno e diviso in tanti segmenti ricurvi, in cima a cui la coperta da letto, vicina a scivolar giù tutta, si manteneva a fatica. Le gambe, numerose e sottili da far pietà, rispetto alla sua corporatura normale, tremolavano senza tregua in un confuso luccichio dinanzi ai suoi occhi"
"E si mise all'opera per spostare, con una oscillazione sempre uniforme, il corpo in tutta la sua lunghezza fuori del letto. Lasciandosi cadere in questa maniera, il capo, che cadendo voleva tenere ben sollevato, doveva rimanere logicamente illeso. La schiena sembrava essere dura, e cadendo sul tappeto non si sarebbe forse danneggiata. La preoccupazione più grave era per lo schianto che sarebbe avvenuto [...]"
"Spesso se ne stava lì intere e lunghe notti, senza dormire un minuto e raschiando per delle ore il cuoio. Oppure, senza spaventarsi della fatica, spingeva una seggiola verso la finestra, si arrampicava sul davanzale puntellandosi sulla sedia e vi si affacciava poi, evidentemente per un vago ricordo del senso di liberazione che provava una volta a spaziare fuori con lo sguardo"
Quartarone giovanna!
Siddharta, Hermann Hesse
Siddharta non è un romanzo qualsiasi, uno dei tanti che leggi e poi dimentichi, no, Siddharta non è proprio un romanzo che ti lascia indifferente.
Lo leggi, entri in esso e ti immedesimi nella parte di quell'uomo che è in continua ricerca di sé stesso e della vita.
Siddharta non da niente per scontato, non considera definitiva nessuna scelta.
Siamo in un ambiente Indiano, tra Brahmini, Nirvana, asceti e tanti altri saggi maestri ed insegnanti di vita.
"Una meta si proponeva Siddharta: diventare vuoto, vuoto di sete, vuoto di desideri, vuoto di sogni, vuoto di gioia e di dolore." Ecco Siddharta che vuole "morire a se stesso" e "spersonificarsi" durante l'inizio del suo viaggio con gli asceti girovaghi "Samana".
Siddharta putrefaceva il suo spirito, i suoi sentimenti, la sensazione di fame, freddo e dolore attraverso digiuni e autopunizioni violente.
Successivamente Siddharta abbandonerà questo gruppo di saggi anziani per andare incontro al Buddha, parlarci e "risvegliarsi": "Ora Siddharta non me lo voglio più lasciar scappare! Cominciare il pensiero e la mia vita con l'Atman e col dolore del mondo! Basta! Uccidermi, smembrarmi, per scoprire un segreto dietro le rovine! Non sarà più lo Yoga-veda a istruirmi, né gli asceti, né alcuna dottrina. Dal mio stesso Io voglio andare a scuola, voglio conoscermi, voglio svelare quel mistero che ha nome Siddharta."
Ecco il risveglio di Siddharta e l'inizio di un nuovo cammino verso la scoperta di sé stesso.
Pasquali Melania
SIDDHATRA di HERMAN HESSE
"La scienza si può comunicare, ma la saggezza no. Si può trovarla, si può viverla, si può farsene portare, si possono fare miracoli con essa, ma dirla e insegnarla non si può."
In questa citazione il protagonista Siddharta, diventato ormai saggio, afferma che la saggezza è il frutto nato dall'interno dell'Io, difficilmente può essere trasmesso, spiegato, imposto, raccontato. Solo con la ricerca interiore e con l'esperienza ciascun uomo si costruisce la propria saggezza.
"A volte percepiva, nella profondità dell'anima, una voce lieve, spirante, che piano lo ammoniva, piano si lamentava, così piano ch'egli appena se ne accorgeva. Allora si rendeva conto per un momento che viveva in una strana vita, che gli scorreva accanto senza toccarlo. E qualche volta egli rabbrividì a simili pensieri, e si augurò che anche a lui fosse dato di partecipare con la passione di tutto il suo cuore a questo puerile travaglio quotidiano, di vivere realmente, di agire realmente e di godere ed esistere realmente, e non solo star lì a parte come uno spettatore."
Ormai il pensiero principale di ogni uomo è la preoccupazione di non riuscire a vivere la vita al meglio, di farsela scivolare tra le dita come olio. Per questo Siddharta, accorgendosi di ciò, decide di prendere in mano le redini della sua vita e guidarla come meglio crede fino alla fine dei suoi giorni.
Federica Rijillo.
�Questo � il motivo per cui continuo la mia peregrinazione: non per cercare un�altra e migliore dottrina, poich� lo so, che non ve n�� alcuna, ma per abbandonare tutte le dottrine e tutti i maestri e raggiungere da solo la mia meta o morire.�
� giusto trovare il proprio cammino, il proprio scopo e magari apprendere cose nuove dal percorso degli altri ma non � sempre giusto seguirli�
Profondamente vi pens� come attraverso un�acqua profonda rilasci� calare fino al fondo di questa sensazione, fin l� dove riposano le cause ultime, poich� conoscere le cause ultime, questo � appunto pensare.
� la superficialit� il male del nostro pensiero?. Quindi da un sapere vago e generico non pu� nascere un pensiero puro�
Il mondo l�aveva assorbito, il piacere, l�avidit� la pigrizia, e infine anche quel peccato ch�egli aveva sempre disprezzato e deriso come il pi� stolto di tutti: l�avarizia.
Cos� anche il pi� saggio � sprofondato nei piaceri del mondo, molto difficili da controllare, senza pensare ai valori per cui aveva sempre vissuto.
Ambra
IL RITRATTO DI DORIAN GRAY
O.Wilde
Un desiderio alle volte può rivelarsi una maledizione, come nel caso del nostro protagonista Dorian Gray...
"Questo bellissimo quadro resterà così, con tutta la sua bellezza, ed io invece imbruttirò e questi mi deriderà. Vorrei che potesse invecchiare al posto mio!"
Molte le vicende che hanno come protagonista questo ragazzotto, ma la più importante di sicuro, e la peggiore, è stata fare la conoscenza di Lord Henry, che si potrebbe rappresentare come la tentazione in persona, il braccio destro del diavolo!
troppe le idee che ha meso in testa a quel puro ragazzo di 17 anni...
" L'unico modo per liberarsi di una tentazione è di abbandonarsi ad essa"
così...per aver espresso un desiderio, aver conosciuto la persona sbagliata...Dorian Gray si ritroverà ad essere una persona crudele e a rovinarsi la vita...
Dorian Gray: un libro cinico, che mi ha fatto venire la pelle d'oca in certi momenti..con episodi duri...e con una storia troppo fantastica...ma abbatsanza carino da leggere...
Janis M.
Herman Hesse. Siddharta,
”Era poco curioso della dottrina, non credeva ch’essa gli potesse apprendere qualcosa di nuovo […]. Egli fissava attentamente la testa di Gotama, le sue spalle, i suoi piedi, la mano penzolante immota, e gli pareva che ogni articolazione in ogni dito di quella mano fosse dottrina, parlasse, spirasse, emanasse, riflettesse verità.”
Egli amava Verità, egli amava Sapere. Come una droga (forse esageratamente), come tanti scalini da percorre. E correva Siddharta e ad ogni passo che faceva gli sembrava di tornare indietro uno scalirno per poi salirne due di più. E quello che aveva non gli bastava. Il corpo, il pensiero, il dolore la felicità, il coraggio, la furbizia….sempre di più finchè….
”Egli aveva notato che la voce del fiume gli parlava, e da quella imparava, essa lo educava, lo istruiva, il fiume gli pareva un dio, e per tanti anni non seppe che ogni brezza, ogni nuvola, ogni uccello, ogni insetto è altrettanto divino e può essere altrettanto saggio ed istruttivo quanto il venerato fiume.”
…finchè non incontrò il fiume e scaturì qull’innata pace che andava oltre i samana, oltre alla sofferenza, oltre i riti e “le parole e il pensiero”.
”La libertà è il diritto dell’anima di respirare” dal film Will Hunting
”Io sono come te. Anche tu non ami, altrimenti come potresti far dell’amore un arte? Forse le persone come noi non possono amare. Lo possono gli uomini-bambini: questo è il loro segreto”
Ma forse, nonostante abbia conquistato la sua tanto ricercata libertà/verità, Siddharta si è perso la libertà che più ci accumuna e più ci rende diversi, la libertà che non ci può essere imposta ma che per me vale più di mille ricerche più di mille riti perché anche per amare ci vuole coraggio, sofferenza, felicità corpo, pensiero….
Giulia Menegatti.
IL RITRATTO DI DORIAN GRAY
"si, continuò lord henry, questo è uno dei grandi segreti della vita: curare l'anima coi sensi e i sensi con l'anima. lei è una meravigliosa creazione. lei sa più di quanto creda di sapere, proprio come sa meno di quanto voglia sapere."
"quando vedrai Sibyl Vane ti sarà chiaro che l'uomo che volesse farle del male sarebbe una bestia, una bestia senza cuore."
"per lui l'uomo era un essere con una miriade di vite e di sensazioni, una creatura complessa e multiforme che portava dentro di sè strane eredità di pensiero e di passione, e la cui stessa carne era intaccata dalle mostruose malattie dei morti."
eterna giovinezza: il desiderio più antico dell'uomo.
dai tempi dei tempi il genere umano ha sempre cercato un modo per non invecchiare. le persone hanno tentato infinite possibilità per mantenere la loro fanciullezza. abbiamo sentito parlare del famoso elisir di lunga vita e persino della vendita della propria anima. è quest'ultimo il caso dell'amato dorian gray. un ragazzo ingenuo che si trasformò nel più orribile dei mostri dall'incontro con il terribile lord henry, seduttore dei sensi. l'ideale dell'eterna giovinezza e della bellezza infinita crebbero a tal punto in dorian che la perdita di se stesso lo portò a un punto di non ritorno. l'affascinante ragazzo smarrì la sua anima e capendo il suo errore troppo tardi non potè riparare al danno causatosi. il giovane gray non trovò mai il suo posto nel mondo, solo una vita effimera e vana. fino ad un anno fa pensavo che il massimo che potevo avere dalla vita era un piacere superficiale, che durava pochi istanti e non mi restava nel cuore, poi ho scoperto che posso avere molto di più e da quel momento ho cercato di apprezzare tutte le piccole cose. dorian gray non ce l'ha fatta...
maya
dfhgfh
Il ritratto di Dorian Gray
[…] si sentiva tremendamente agitato, ma il modo col quale si chinò a baciare la mano della padrona di casa fu semplice e pieno di grazia, come sempre.
Forse non si appare mai tanto naturali come quando si deve sostenere una parte.
Vedendo D.G quella sera nessuno avrebbe potuto credere che egli avesse vissuto una tragedia orribile […] non era possibile che quelle dita affusolate avessero stretto un coltello e commesso un delitto, né che quelle labbra sorridenti avessero imprecato…la frase che mi ha colpito maggiormente è proprio questa…” non si appare mai tanto naturali come quando si deve sostenere una parte”e credo proprio che sia vero, purtroppo noi uomini e soprattutto adolescenti tendiamo a nascondere la nostra personalità, il nostro essere dietro ad “una parte”, che spesso è proprio quello che gli altri vorrebbero da noi; dovremmo invece cercare di essere noi stessi senza dover occupare il ruolo di nessuno.
Ciancio Sara
LA METAMORFOSI, Kafka
"... Riposava sulla schiena, dura come una corazza, e sollevando un poco il capo vedeva il suo ventre arcuato, bruno e diviso in tanti segmenti ricurvi, in cima a cui la coperta da letto, vicina a scivolar giù tutta, si manteneva a fatica. Le gambe, numerose e sottili da far pietà, rispetto alla sua corporatura normale, tremolavano senza tregua in un confuso luccichio dinanzi ai suoi occhi..."
"... E si mise all'opera per spostare, con una oscillazione sempre uniforme, il corpo in tutta la sua lunghezza fuori del letto. Lasciandosi cadere in questa maniera, il capo, che cadendo voleva tenere ben sollevato, doveva rimanere logicamente illeso. La schiena sembrava essere dura, e cadendo sul tappeto non si sarebbe forse danneggiata. La preoccupazione più grave era per lo schianto che sarebbe avvenuto ..."
"... Spesso se ne stava lì intere e lunghe notti, senza dormire un minuto e raschiando per delle ore il cuoio. Oppure, senza spaventarsi della fatica, spingeva una seggiola verso la finestra, si arrampicava sul davanzale puntellandosi sulla sedia e vi si affacciava poi, evidentemente per un vago ricordo del senso di liberazione che provava una volta a spaziare fuori con lo sguardo..."
che dire... semplicemente fantastico.. ho apprezzato il modo in cui kafka ha scritto questo romanzo. Coinvolgente, e molto molto triste.. io sinceramente non riuscirei a uccidere una persona cara, specialmente se si parla di mio fratello... se dovessi dare un voto al romanzo, sarebbe 8!
Cavazzuti Sara
A quei tempi era sempre festa. ... finchè non sapevano più cosa dire.
L'inizio di questo romanzo mi ricorda tanto le mie estati... la vita viene rivoluzionata... si esce di più si è tutti più felici e spensierati... e tutto ci rende più tranquilli.
Tutto diventa un pretesto per non tornare presto la sera... e non svegliarsi mai la mattina.
Adesso capiva tante cose... e le scappava da ridere cm si ride da soli.
A volte basta uno sguardo per capire cose...
e spesso infatti sarebbe meglio riuscire a osservare bene le persone anche se spesso la nostra società che corre non ce lo permette... però credo che se riuscissimo a farlo saremmo tutti un po' migliori, e riusciremo a evitare tanti screzi...
Mi piacerebbe commentare con le parole di un grande autore il fascino paradossale di questo romanzo. "Sempre più Dorian Gray si innamorava della sua bellezza, con sempre maggiore interesse seguiva il corrompersi della sua anima". Questo racconto è una concatenazione di eventi che rivelano la personalità del protagonista. Passo dopo passo, scorrendo i vari capitoli, è come se seguissimo il percorso che si disegna nella mente di Dorian. La luce si accentua e le ombre accrescono nella vita di Dorian. Un semplice incontro ha radicalmente mutato la sua vita. è in questo scenario dai tratti giovanili che teme di arrendersi all'avvenire, che si dilata il tempo, il suo peggiore nemico. Ma è indubbia l'armonia che Wilde ha costruito accostando fra loro le parole. Una semplice alchimia di suoni che evocano sospiri, flebili fruscii. è la poesia che risveglia l'anima dopo un lungo torpore e ne rivela la vera natura. Un'opera , un percorso esistenziale paradossale che si staglia lungo una tela, celando fra le sue rifinture l'antidoto.
Angie
Il giovane Holden di Salinger
Definirei questo romanzo una pseudo autobiografia nonostante Holden, nei primi capitoli, asserisca che non è sua intenzione scriverne una. Egli è il ritratto dell'adolescente svogliato, l'eterno bambino che ricerca nuove avventure.Quando queste però lo spaventano, ecco che allora si dedica alla fuga anzichè combattere. Nonostante l'ironia, non mi ha molto affascinta forse semplicemente perchè erano troppe le mie aspettative a riguardo.
Angelica
Il sentiero dei nidi di ragno
di Italo Calvino
Ho sentito l’odore del sangue in questo viaggio terrificante, in un’Italia nazi-fascista, minacciata da continue guerre partigiane. Vista assieme a Pin, garzone ciabattaio. Un bambino-adulto, costretto a compiere i piani pericolosi e segreti di adulti “bugiardi e traditori”; come rubare la pistola del marinaio tedesco, successivamente seppellita in un sentiero sconosciuto, dove i ragni costruiscono i nidi.
“Lì, tra l’erba, i ragni fanno delle tane, dei tunnel tappezzati d’un cemento d’erba secca; ma la cosa meravigliosa è che le tane hanno una porticina, pure di quella poltiglia secca d’erba, una porticina tonda che si può aprire e chiudere.”
Italo Calvino in ogni suo romanzo “nasconde qualcosa affinché il lettore la trovi”, e forse in questo vuole svelare l’importanza dell’amore e dell’affetto nella vita di un infante, senza si rischia di diventare un “Pin”, piccolo pulcino voglioso di crescere.
“Chi ha una pistola vera dovrebbe fare dei giochi meravigliosi, dei giochi che nessun ragazzo ha fatto mai, ma Pin è un ragazzo che non sa giocare, che non sa prender parte ai giochi né dei grandi né dei ragazzi.”
Laura Guaitoli
IL SENTIERO DEI NIDI DI RAGNO – ITALO CALVINO
«E continuarono a camminare, l’omone e il bambino, nella notte, in mezzo alle lucciole, tenendosi per mano.»
Tra la guerra, il sesso, la corruzione c’è Pin. Un bambino, disegnato da Calvino. E’ un bambino che vive sul confine, a metà di una infanzia mai appartenuta e un mondo adulto estraneo e lontano. Pin vuole a tutti i costi entrare a far parte della Guerra, un gioco da grandi che lo attrae come nient’altro. Ma le regole spesso gli scivolano dalle mani, perde il controllo della situazione e si trova ad essere riunito con altri mascalzoni in un bosco, al chiuso, protetti dal mondo. Ma in tutto questo Pin non centra, lui vuole la pace e la cerca con la purezza del suo animo. Troverà un amico, alla fine. Un amico che lo porterà lontano dalla sofferenza. L’unico gesto di speranza che ho incontrato in questo libro.
Auri.
Il ritratto di Dorian Gray- Oscar Wilde
«Il peccato è una cosa che si legge nel volto di un uomo. Il peccato non si può nascondere.»
Cedere alla tentazione della bellezza eterna, ecco il peccato di Dorian Gray. Lui ha fatto un patto col diavolo pur di rimanere bello cm era, solo che quando vedeva come il quadro invecchiava al posto suo, mostrandogli la sua vera anima, lui veniva preso dai sensi di colpa. Colpe che non si possono nascondere, perchè il suo stesso aspetto gleile mostrava sempre.
Il ritratto di Dorian Gray
Oscar Wilde
"Questo bellissimo quadro rimarrà così,con tutta la sua bellezza,ed io invece imbruttito e questi mi deriderà,vorrei che potesse invecchiare al posto mio"
questa è la frase chiave da dove scaturisce il "patto" con il demonio...
la tentazzione e il peccato prendono posto al centro del messaggio del libro, il quale mi ha colpito ed incuriosito anche per la stranezza del tema affrontato.
Dorian Gray è un ragazzo di 17 anni il quale ammette lui stesso che l'unico modo per togliersi la tentazione di dosso è lasciarsi trasportare da essa...ma sarà proprio questa la ragione della sua morte.
Enea
"Il sentiero dei nidi di ragno"
di Italo Calvino
La Storia vissuta da un giovane ragazzo, Pin; mi sorprende la sua ingenuità coraggiosa nel Vivere questa storia. Le sue peripezie m’ispirano forza, tenerezza, una dimensione totalmente diversa da quella presente. “Poi, dietro gli uomini, la grande macchina delle classi che avanzano, la macchina spinta dai piccoli gesti quotidiani, la macchina dove altri gesti bruciano senza lasciare traccia: la storia […]”. Calvino riesce a cogliere il concetto di storia, scrivendo la sua essenza in poche righe. “[…] Tutto deve esser logico, tutto si deve capire, nella storia come nella testa degli uomini: ma tra l’una e l’altra resta un salto, una zona buia dove le ragioni collettive, si fanno ragioni individuali, con mostruose deviazioni e impensati agganciamenti.”
Silvia Pettazzoni
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