domenica 3 giugno 2007

Madame Bovary - alchimie


Trascrivi le alchimie testuali più significative sposandole con una riga (non banale) di commento.

20 commenti:

Anonimo ha detto...

autore: gustave flaubert
titolo: madame bovary
traduzione di: maria luisa spanzani
casa editrice: arnoldo mondadori editore s.p.a., milano 1997
prima edizione: aprile 1857
prima edizione oscar classici: gennaio 2001


perchè madame bovary? potrei inventare tanti ottimi e ragionevoli motivi per cui avrei "dovuto" avere la voglia di invadere la vita di questa donna e del suo mondo, ma non mentirò. ogni esatate ci viene assegnato un libro di letteratura francese, e quest'anno è toccato alla povera madame bovary. dato che oltre a questo compito abbiamo una lista di romanzi da leggere, il nostro prof. di italiano, per renderci l'estate più allegra possibile, ha incluso questo testo anche nella sua bella pagina dei compitini delle vacanzone. almeno questa è la versione che mi piace accettare. comunque la letteratura francese non mi ha mai appassionata troppo, forse non sono ancora abbastanza matura per comprenderla appieno, ma per il momento se posso, la evito volentieri. purtroppo non ho potuto rifiutare madame bovary e dopo non uno, non dieci, ma cento tentativi ho finalmente concluso anche l'ultimo capitolo e devo dire una cosa... wow! mi ha lasciata del tutto stupefatta ed incredula. nonosatnte l'inizio lento e pacato il finale mi ha emozionata fino alle lacrime. emma mi ha sconvolto l'anima. non per le sue tresche o per i debiti accumulati, ma per il suo destino. forse era scontato che si suicidasse o forse no. non ho mai pensato, leggendo le ultime pagine, che si sarebbe salvata, sarebbe stata felice e avrebbe accettato la sua condione (in quanto donna di un mondo che può solo emarginarla). no. non era necessario che restasse in quel corpo. certo ha avuto una fine straziante, ma il veleno non è il peggior nemico della vita, la sua non poteva definirsi tale. ha provato infinite volte ad essere felice, ma non ha mai trovato la strada e alla fine si è arresa. passando da un uomo all'altro ha inseguito l'amore, spendendo e firmando pezzi di carta ha cercato la sicurezza e fra tante menzogne ha tentao di afferrare un pezzetto di paradiso, ma purtroppo non è tutto un lieto fine.
maya

Anonimo ha detto...

" Tutto le parve avvolto in un'atmosfera nera che ondeggiava confusamente sull'esterno di ogni cosa, e il dolore le penetrava nell'anima con urli sommessi, come fa il vento d'inverno nei castelli abbandonati." Il dolore, davvero, penetra in tutti gli organi del corpo e assomiglia al vento che entra nelle case trovando difficoltà ad uscirne.
ele


"... Emma provava un vago stupore per quella calma delle cose, mentre dentro di lei v'era tanto tumulto. Ma fra la finestra e la tavola da lavoro c'era la piccola Berta, incerta sulle sue scarpine di lana, che cercava di avvicinarsi alla madre per afferarle i nastri del grembiale."
E' bellissima l'immagine della tranquillità che per pochi attimi invade l'ambiente che è in contrasto con il tumulto che dilata il suo cuore.
E'triste l'immagine dell'allontanamento della piccola Berta che attaccandosi al suo grembiule cerca in tutti i modi lo sguardo di sua madre.


... "dimagrì, le sue gote impallidirono, il viso si allungò.coi suoi capelli neri, tesi sulle tempie, i grandi occhi, il naso diritto, il passo d'uccello, sempre silenziosa, ora, non pareva forse ch'ella attraversasse l'esistenza sfiorandola appena e portasse sulla fronte il vago segno di un'altra predestinazione????"
triste, non riesce a trovare una via di uscita da questo malessere che la distrugge. Il suo viso magro, sta appassendo come un fiore disidratato. La sua bocca è silenziosa perchè non riesce a trovare le parole giuste per colmare il dolore.

Anonimo ha detto...

Madame Bovary
Flaubert era perfezionista nella scrittura ed era sempre alla ricerca della parola giusta, e di certo ne valeva la pena viste le numerose frasi stupende presenti nel romanzo…
“Era una splendida mattina d’Estate. Le argenterie scintillavano nelle vetrine degli orefici, e il sole che cadeva obliquamente sulla cattedrale traeva barbagli anche dagli spigoli delle pietre grigie, una quantità d’uccelli turbinava nel cielo azzurro…” Una semplice descrizione del paesaggio, Flaubert l’ha trasformata in una fine e stupefacente immagine descrittiva.

“Le felicità future come le spiagge dei tropici, proiettano sull’immensità che le precede le loro native mollezze, quasi una brezza profumata, e ci si assopisce in quest’ebrezza…”

Giuli Sirot

Anonimo ha detto...

- Ad Emma piaceva pensare a cristo come al "fidanzato, lo sposo, l'amante celeste" e ciò suscitava nella sua anima delle "dolcezze inattese". Qui ci viene ancor meglio illustrata la volgarità e la non-serietà di Emma.

- "Io sono da compiangere signore, non sono da comprare". La frase pronunciata da Emma di fronte alle proposte amorose del notaio Guillaumin a cui si era rivolta per problemi di debiti.
Qui Emma riconferma la sua teatrale falsità.

- "Una convulsione la ributtò sul materasso. Tutti si avvicinarono. Non esisteva più".
La crudeltà di Flaubert non termina qui, ma ci racconterà che la oltraggeranno ancor di più in modo orrido e provocandole ferite e lesioni.

Pasquali Melania

Anonimo ha detto...

"[...] così adesso non poteva convincersi che la calma in cui viveva fosse proprio la felicità tanto sognata."

" Ma via via che aumentava l'intimità della loro esistenza, lei sentiva acuirsi il distacco, si sentiva sempre più lontana da lui."

"[...] Come una polvere d'oro che ricoprisse per tutta la lunghezza l'angusto sentiero della sua vita di uomo fortunato."

" Il futuro era un corridoio tutto nero"

"L'amore era la sua convizione, doveva arrivare tutto d'un colpo, con grandi tuoni e lampi - uragano celeste che piomba sulla vita, la sconvolge, strappa la volontà come foglie morte, trascina l'intero cuore nell'abisso."

"ma quanto più si accorgeva del suo amore, tanto più lo respingeva, per tenerlo celato, per diminuirlo"

"[...] le parve che salendo verso Dio, il suo essere andasse ad annullarsi in quell'amore, come, ardendo, l'incenso si dissolve in fumo."

Anonimo ha detto...

''[...]Eppure le fiamme si placarono, sia che il combustibile venisse meno, sia che proprio il combustibile, per eccesso, le avesse soffocate. l'amore a poco a poco svanì per colpa dell'assenza, il rimpianto fu soddisfatto dall'abitudine; e su quel bagliore d'incendio che imporporava il suo pallido cielo, onde si andarono addensandoe lentamente lo inghiottirono[...]''
Queste sono le parole che annunciano il temporaneo affievolirsi della passione di Emma nei confronti di Leon.

''[...] C'era Charles lei lo vide. Lui le parlò lei non sentì una sola sillaba e continuò a salire gli scalini rapieda, ansimando, smarrita , ubriaca sempre impugnando quell'orribile foglio che schioccava fra le dita come un pezzo di lamiera. Soltanto al secondo piano si fermò aveva di fronte, chiusa , la porta della soffitta [...] ''
Quel foglio portava impresse le parole che le annununciavano che Rodolphe era scappato senza di lei... Da qui nuovi amari dispiaceri per Madame sempre alla ricerca della ormai remota felicità .

[...]"sovente un bel sole d'estate fa le ragazze innamorate"
Emma si rialzò come un cadavere che venga galvanizzato, con i capelli sciolti , la pupilla fissa e vacua.
"Per ammucchiar di buona lena tutte le spighe ormai falciate, la mia Nanette curva la schiena verso quel solcoche ce le ha date."
'il cieco!' gridò.
E si mise a ridere d'un riso atroce, frenetico, disperato, convinta di vedere la faccia repellente di quel disgraziato ergersi nelle tenebre eterne come uno spauracchio.
" un forte vento quel giorno soffi, e il gonnellino se ne volò"
Una convulsione l'abbattè sul materasso. Tutti s'avvicinarono.Emma non c'era più.[...]
Emma decise di suicidarsi credendo di mettere fine a tutti i suoi problemi senza sapere che di li a poco Charles l'avrebbe seguita.
Stefania iori

Anonimo ha detto...

“Eh, non sapete che ci sono anime in perenne tormento? Aspirano via via al sogno e all’azione, alle passioni più pure, ai godimenti più furibondi, e così sprofondano in ogni sorta di fantasie, di follie.”
Allora lei lo guardò come si contempla un viaggiatore che abbia visitato paesi straordinari. Riprese:
“Non abbiamo nemmeno questa distrazione, noi, povere donne.”
“triste distrazione se non vi si trova la felicità.”
“Ma è mai possibile trovarla?” lei domandò.
“si, prima o poi è possibile.”
È dilettando i piaceri più profondi che si aspira alla felicità? Credo che la felicità non si raggiunga strafacendo ma trovando un equilibrio con se stessi.

Perché i piaceri, come scolari nel cortile di un collegio, gli avevano talmente scalpitato sul cuore che non vi cresceva niente di nuovo. E, più sventato dei bambini, ciò che vi transitava non vi lasciava nemmeno, come loro, un nome inciso sul muro.
Più le cose o i piaceri sono rari più sono preziosi e affascinanti. È l’indole umana: la quotidianità, la routine ci annoia…

Non bisogna toccare gl’idoli: la doratura può restarci sulle dita.
Neanche i miti sono perfetti…meglio lasciare la loro foto attaccata al muro della cameretta senza andare a scavare nella vita a nel pensiero perché potremmo rimanerne delusi.

Grosse lacrime strillavano sulle lenzuola dai ceri.
Charles li guardava ardere, con gli occhi abbagliati dalla loro fiamma gialla.
Fremevano riflessi cangianti sull’abito di raso, bianco come un chiaro di luna. Là sotto Emma spariva; e a lui sembrava che, esalando all’esterno di se stessa, si perdesse confusamente fra gli oggetti che la circondavano, nel silenzio, nella notte, nel vento che passava, negli odori di umidità che salivano.
È l’inquadratura dell’ultimo saluto di Charles ad Emma. Mi ha emozionato molto l’immagine. Charles colmo di sofferenza, di dolore. Emma immobile, la sua immagine sfuocata dagli oggetti e dal mondo che la circonda.
Ambra

Anonimo ha detto...

"Ebbene, adagio adagio, un giorno scaccia via l’altro, una primavera su un inverno e un autunno sopra un’estate, è passato tutto, filo per filo, briciola per briciola; se n’è andato tutto, è tutto sparito..."
Non è così che funziona. Certo, grazie al tempo il dolore si affievolisce, ma non sparisce mai del tutto. Come dice il Liga "si fa presto a cantare che il tempo sistema le cose... si fa un po' meno presto a convincersi che sia così!"

"Prima di sposarsi, essa aveva creduto di sentire amore; ma la felicità che doveva nascere da questo amore non era venuta; dunque s’era sbagliata, pensava. E Emma cercava di sapere che cosa intendesse di preciso nella vita, con le parole felicità, passione ed ebbrezza, che le erano sembrate così belle nei libri."
Cara Emma, la vita non è una favola... la vita è realtà, non inchiostro su carta. La disgrazia della signora Bovary è non essere mai riuscita a capirlo.

"ma quanto più si accorgeva del suo amore, tanto più lo respingeva, per tenerlo celato, per diminuirlo"
Altro grande errore commesso dalla povera Emma. Perchè? L'amore, se realmente si tratta di esso e non di un capriccio, non va mai respinto o nascosto.

"Ce ne sono di più belle di me, d'accordo, ma io, io so amare meglio!"
La determinazione e la sicurezza di Emma fanno quasi paura. Vorrei che me ne prestasse almeno un po'...

Cate.

Anonimo ha detto...

"E non sembra anche a voi che lo spirito spazi più liberamente su quella distesa senza limiti la cui contemplazione eleva l'anima e dona idee ?" La distesa senza limiti sarebbe l'oceano. Quante volte mi è capitato, soprattutto quest'estate, di passare ore ed ore a pensare in riva al mare... ed è vero... lo spirito vaga così liberamente...è salito su nuvole, ha attraversato scogli... quella veduta fa nascere pensieri, fiori, malinconie... a volte lo guardavo soltanto, facevo un bel respiro profondo e capivo che c'ero. lì. ora.

"Quanto a lei, la sua vita era fredda come un granaio che ha le finestre esposte a settentrione, e la noia, ragno silenzioso, tesseva nell'ombra la sua tela in ogni cantuccio del suo cuore." Quest'immagine rispecchia perfettamente lo stato d'animo di Emma di quel momento... Si stava piano piano lasciando andare. non stava più vivendo. la vita viveva lei e, piano piano, la stava uccidendo.

"Era uno di quei sentimenti puri che non ostacolano l'esrcizio dell'esistenza, che si coltivano perchè sono rari, e la cui perdita produce un dolore ancora più forte della gioia che verrebbe dal loro possesso. " Un pò è quello che provo io in questo momento. Esistono due tipi di tragedie: uno è perdere ciò che desideri, l'altra è possederlo...

illy

Anonimo ha detto...

"Ci pensò meno, quanto meglio s'abituava a vivere da solo. Il piacere nuovo dell'indipendenza gli rendeva la solitudine più sopposrtabile. Poteva adesso cambiare le ore dei pasti, rientrare e uscire senza darne motivo, e, quando era molto stanco, allungarsi con i suoi quattro arti in pieno letto"
Sono le solite frasi e le solite convinzioni che ciascuno di noi cerca di dirsi quando perde una persona cara... Ma bisogna guardare la realtà e cercare di convivere con il dolore, non autoconvincendosi che non ci sia, perchè purtroppo è la vita che ce ne porta ogni giorno... In questo momento mi sento così, ma so ugualmente che ce la posso fare benissimo anche da solo... Passo dopo passo, giorno dopo giorno... e sono pronta a dire: "Da oggi ricomincio da me"

"Ma lei, la sua vita era fredda come un granaio con l'abbaino a nord, e la noia, ragno silenzioso, tesseva la sua tela nell'ombra, in ogni angolo del suo cuore"
I sogni non sono mai come si credono... e se si avverano risultano sempre differenti... Forse lo sbaglio di Emma è stato quello di affidarsi troppo all'amore e ai suoi più profondi desideri... Bisogna saper guardare la realtà in un ottica più realistica...

"Le sembrava che alcuni luoghi sulla terra dovessero produrre felicià, come una pianta che è fatta per un dato suolo e cresce male in ogni altra parte."
Come ognuno di noi, anche la felicità, le emozioni e i ricordi hanno il loro luogo di provenienza... Dal quale mai potranno essere sottratti o essere spostai... è un po' come abbinare il rosa con il rosso; stonerebbe...

Miss Prada (Sara Messori)

Anonimo ha detto...

"l'amore l'aveva talmente inebriata che nella sua mente non era rimasto più posto per nessun altro pensiero. Ma ora che senza Rodolphe non avrebbe più saputo vivere, era spaventata al pensiero di perderlo o soltanto di essere la causa di qualcosa che avrebbe potuto turbarlo. Tornando a casa dopo essere state da lui, scoccava sguardi allarmati intorno a sé, spiando ogni sagoma che si profilasse all'orizzonte e ogni finestra d'abbaino dalla quale avrebbero potuto scorgerla. Ascoltava i passi, le grida, i rumori dei carretti, e si fermava, più pallida e tremante delle foglie di pioppo che si dondolavano sul suo capo."

Credo proprio che Emma sia una vera "donna-bambina". Troppo inesperta, troppo immatura, troppo egoista. Flaubert racconta dei suoi amori, quelli veri, ma credo proprio che lei non sappia cos'è l'amore per il compagno e per i figli. Forse non sà nemmeno cosè l'amore per se stessa.

"Il freddo della notte faceva sì che si tenessero stretti l'uno all'altra; il suono dei sospiri sembrava loro più forte, gli occhi riuscivano appena a intravedersi, più grandi; e, in tanto silenzio, v'erano parole pronunciate sottovoce che cadevano sulle loro anime con sonorità cristallina e con vibrazioni che si ripercuotevano all'infinito."
Flaubert non si smentisce mai! E' sempre un ottimo scrittore, un ottimo compositore di frasi intense e facili da immaginere. In lui si sente la passione per la scrittura e la passione per il romanzo.
Fede Riji

Anonimo ha detto...

“Emma da parte sua non si interrogò affatto per sapere se lo amava. L’amore, credeva, doveva arrivare all’improvviso con grandi scoppi e folgorazioni – uragano dei cieli che piomba sulla vita, la sconvolge, strappa la volontà come foglie e trascina il cuore nell’abisso. Non sapeva che, sulla terrazza delle case, quando le grondaie sono ostruite la pioggia forma dei laghi, e sarebbe rimasta così al siucuro nella sua ignoranza, quando all’improvviso scoprì una crepa nel muro.”
Emma si era creata un mondo tutto suo. E solo grandi feste, libri fantastici e romantiche storie potevano entrare. Lei e il suo inevitabile sognare sempre. Ma nonostante tutto non sai mai dove il sogno ti possa portare…

”La dolcezza di questa sensazione penetrava così nei suoi desideri di un tempo, e, come granelli di sabbia in una folata di vento essi turbinavano nel sottile soffio di profumo che arrivava fino al suo animo.”

”Parigi, più grande dell’oceano, brillava di una luce vermiglia agli occhi di Emma. Per lei, i personaggi che vi si agitavano tumultuosi erano divisi in parti, classificati in quadri distinti. Emma ne individuava solo due o tre che le nascondevano tutti gli altri e che da soli rappresentavano l’intera umanità. Il mondo degli ambasciatori camminava su pavimenti luccicanti, in salotti rivestiti di specchi, attorno a tavoli ovali coperti con tappeti di velluto a frange d’oro.”
Mi chiedo se mai veramente Emma avrebbe potuto trascorrere una vita felice anche con tutto l’amore, con tutti i soldi, con tutto il lusso, con tutte le attenzioni che desiderava, insieme. Infondo Flaubert stesso disse ” Fate attenzione alla tristezza. E' un vizio."


”Ormai l’aveva fatta finita, pensava lei, con tutti i tradimenti, le bassezze e gli innumerevoli desideri che la torturavano. Ora non odiava nessuno; un confuso crepuscolo calava sui suoi pensieri e, di tutti i rumori della terra Emma sentiva solo il lamento intermittente del suo povero cuore, lento e indistinto, come l’ultimo eco di una sinfonia che si allontana.”
E poi la realtà, la realtà che è il denaro, che è l’amore inquieto di una vita passata a placare le proprie passioni. La realtà che è il lusso, la realtà che è prostituzione, che è insoddisfazione che è arsenico che…

Giulia Menegatti.

Anonimo ha detto...

MADAME BOVARY

"ma come esprimere un disagio inafferrabile, che muta d'aspetto come le nuvole e turbina come il vento? le mancavano le parole, l'occasione, l'audacia."
"mai Madame Bovary fu così bella come allora. aveva quell'indefinibile bellezza che nasce dalla gioia, dall'entusiasmo, dal successo, e altro non è che l'armonia del temperamento con le circostanze."
"non osava farle domande, ma vedendola così esperta si convinceva che nessuna prova della sofferenza e del piacere dovesse esserle ignota."
"Emma trovava nell'adulterio tutte le banalità del matrimonio. ma come riuscire a liberarsene? inoltre, benchè una felicità tanto mediocre la umiliasse, per abitudine o vizio vi rimaneva avvinta; vi si ostinava anzi sempre più, con il passare dei giorni, inaridendo ogni piacere per esigerne troppo."
mi mancano le parole per esprimere il grande disagio che provo ogni singolo giorno. mi sento così inadeguata al mondo e non riesco ad adattarmi in nessun modo. persino le persone che mi circondano mi trovano sbagliata. ho sempre cercato più di quello che la vita mi offriva perchè non mi sono mai sentita integrata in qualcosa. credo che sia questo che mi lega alla signora Bovary. nonostante la vita le avesse offerto una buona dose di momenti intensi, Emma non trovava la felicità e l'amore che tanto bramava, si perse nei suoi errori e non riuscì più ad uscirne. i suoi grandi sogni sono stati infranti ormai; non resta che vedere cosa ne sarà dei miei.

maya

Anonimo ha detto...

Noia, passione, tormento, inquietudine, ebrezza, fascino, immoralità. Questi sentimenti dominano l'animo di Emma, una donna ancora adolescente, ostinata e volubile. Perennemente alla ricerca di nuove emozioni che per un attimo lascino svanire nel cosmo la monotonia della piatta quotidianità. Una ricerca disperata di sentimenti quasi sconosciuti e coperti dalla coltre romanzesca che è il suo unico punto di riferimento, in mancanza di un vero spirito in grado di consigliarla e comprenderla. Un'adolescenza interrotta bruscamente, costretta a vestire i panni di una moglie devota e fedele.
Angelica

Anonimo ha detto...

emma. una ragazza innamora della sola idea dell'amore. una sognatrice come si definirebbe oggi. una tutta cuore e sentimenti, che a differenza delle ragazze della sua epoca non sogna d'accasarsi con il miglior pretendente. aspira a qualcosa di diverso, che per noi può sembrare scontato al giorno d'oggi. l'amore.
viene costantemente "schiacciata" dalla noia della routine quotidiana e il suo unico modo di evadere da quella vita che non le appartiene è sognare. sognare una vita diversa, con l'amore della sua vita.
lcui

Anonimo ha detto...

Mi rattristo pensando al tentativo di Emma, giovane donna che vive per i sogni, di amare e di essere amata. Charles, marito preso dalla monotonia, forse è l’unico che ha donato incondizionatamente il suo amore alla moglie:
“In quegli abissi l’occhio di lui si perdeva […]”
Tuttavia la fugacità della passione ammaglia spiriti come Emma e me, animi assuefatti dagli stimoli:
“Emma era simile a tutte le amanti. E il fascino della novità, cadendo a poco a poco come una veste, mostrava a nudo l’eterna monotonia della passione che ha sempre le medesime forme e il medesimo linguaggio.”
Tutto, prima o poi si consuma.
Io rammento Orazio: “Cogli l’attimo”.
A mio parere, la protagonista ha solamente seguito il proprio istinto, purtroppo sfociando in una tragica fine.

Laura Guaitoli

Anonimo ha detto...

"Aveva bisogno di trarre una specie di profitto personale dalle cose, perciò respingeva come inutile tutto quello che non contribuiva a saziare immediatamente il suo cuore".

Emma Bovary è una donna complessa, vera, dalla personalità preponderante. E' una donna che si esalta facilmente, ansiosa d'amore
e di frasi sussurrate al chiaro di luna, tenera e sognatrice, perennemente scontenta. La donna ambisce ad una continua elevazione sociale, ad emergere dalla monotona vita borghese della provincia per gettarsi nella frivola ed eccitante aristocrazia cittadina. Per appagare questa sua ambizione finirà col distruggere il suo matrimonio e la sua situazione economica, per poi porre fine a questa situazione con un'unica soluzione estrema, il suicidio. Una figura femminile facile da incontrare in ogni paese del mondo.
(Ferrari)

Anonimo ha detto...

Questo libro mi ha aperto l'animo.
Mi ha dato la forza di osare.
Se lo fa Emma perchè non posso farlo anche io?
Grande Emma!
Tra queste parole ha trovato la forza e la determinazione. Ho capito che le ferite della vita non cercano spiegazioni ma solo nuovi stimoli per continuare.
E' un libro che cura ogni male.
Anche i miei.
Auri.

Anonimo ha detto...

Il personaggio principale del racconto penso che sia abbastanza differente da me: in primo luogo non mi è piaciuta la sua ossessione per i beni materiali, in secondo luogo il fatto di non apprezzare a fondo (almeno per la maggior parte del romanzo)le persone che le stavano intorno.
La grande differenza, che ho trovato con Madame Bovary, è il desiderio di una salita nella scala sociale sfruttando le persone, che la portavano ad avere rapporti vuoti, creando in lei grandi sensi di colpa e di rammarico.
Al contrario di Emma, io preferisco avere rapporti veri ed autentici con le persone, rinunciando per questo all'ascesa all'interno della società, accontentandomi di quello che ho, siccome la ricchezza interna contribuisce a vivere felicemente e serenamente.

Daniele

Anonimo ha detto...

Mi sono immedesimata nel romanzo di Flaubert, ammiro la sua capacità di travolgere il lettore con uno stile elegante, un sogno nella realtà, facendoti sussultare con le turbolente relazioni della protagonista. Come dice Léon “Non si pensa a niente”, continuava lui, “le ore passano. Rimanendo immobili, ci sembra di visitare paesi sconosciuti, e il pensiero, intrecciandosi con la fantasia, si perde piacevolmente nei particolari o segue il filo delle avventure. Ci si confonde coi personaggi; e ci sembra di essere noi a palpitare nei loro panni”.

Silvia Pettazzoni