domenica 3 giugno 2007

Madame Bovary - confronto


Delinea un breve confronto critico fra te ed Emma (cura soprattutto il lessico).

27 commenti:

Anonimo ha detto...

tralasciando condizioni, reputazioni, posizioni sociali e qualche altro piccolo dettaglio, come il nome o l'abitazione; noto diverse somiglianze tra me e la signora bovary. la voglia di conoscere, di accumelare sapere sfruttandolo negli ambiti adeguati, ci accomuna. il senso di inadeguatezza alla realtà, la passione di rincorrere un'esistenza migliore, il tormento di poter essere felice, avvicina emma alla mia persona. i continui tentativi di migliorare e le ininterrotte ricadute mi fanno sentire madame bovary come se non solo la conoscessi, ma fosse addirittura un clone delle mie stesse ossa. esistono però alcune differenze fra noi. il tempo è la principale. emma dopo anni di lotte contro la sua vita si è fatta sottomettere da eventi ed emozioni, entrando in una crisi definitiva che l'ha portata alla morte. io ho ancora l'orologio dalla mia parte e ho tutto il tempo che desidero per raggiungere il mio equilibrio.
maya

Anonimo ha detto...

Sono sempre stata una persona difficile.
Spesso gli altri non capiscono l'affetto che provo per loro. Nonostante gli altri non mi accettino per quella che sono, non ho mai pensato al tradimento, alla morte.
In questo sta una delle mie differenze con Emma.
Mi sono sempre data da fare per trovare il nettare della felicità; a volte senza esito positivo e altre .....
Bisogna trovare il coraggio e la forza di prendere la felicità quando è ai tuoi piedi, avere il coraggio e la determinazione di abbassarsi per prenderla tra le braccia e custodirla.
Emma, invece, non è mai riuscita ad apprezzare la felicità che le donava suo marito e continuamente, era alla ricerca di felicità effimere.
Infatti questo sarà la causa della sua morte.
Il Lusso, l'eccesso non sono termini che mi appartengono perchè io amo la semplicità, il vivere un amore naturale e pieno di passione e dolcezza.
ele

Anonimo ha detto...

Dunque…un confronto tra me e Emma…. Due persone tanto diverse quanto così simili x certi aspetti. Insomma cosa possono avere in comune una donna matura, bella, di campagna, impregnata nel desiderio per il lusso e la romanticheria, con una diciassettenne che frequenta il liceo?? Apparentemente nulla, ma… Penso che un po’ gli assomiglio.
Insomma, sono una ragazza ambiziosa, e se mai avessi l’opportunità di vivere nel lusso non mi tirerei indietro, leggo molte storie popolari, mi piace uscire e odierei l’idea di starmene chiusa in casa dopo il matrimonio. E secondo me lei si comporta così perché si vuole sentire ancora donna, sentirsi apprezzata. Oggi, con il matrimonio tutto si da per scontato ma non è così.

Giuli Sirot

Anonimo ha detto...

Premettendo che i tempi sono cambiati e che quindi ora le donne hanno più svaghi o comunque un lavoro a cui pensare; mi ritengo molto diversa da Emma... A primo impatto mi è sembrata quasi esageratamente dolce e premurosa, una sorta di "angioletto", pronta ad accudire il marito in tutto e per tutto senza batter ciglio... Poi invece, proseguendo la lettura, la mia opinione è cambiata radicalmente... è diventata una donna egoista e piena di se... Certo, stare tutto il giorno in casa a non far nulla se non guardare fuori dalla finestra o leggere un libro mi pare ovviamente una noia mortale... però all'epoca il ruolo delle donne era quello... Emancipate da tutto... dedite alla casa, ai figli... Ogni tanto, le donne ovviamente più ricche, potevano permettersi di andare a teatro o partecipare a feste di lusso... Ma tutto questo non basta a riempire il tempo, le giornate... E capisco pienamente la tristezza che provava Emma... Ma prendersela con il marito, questo non lo trovo assolutamente giusto... Lui le dava tutto ciò che voleva, esprimeva ogni suo piccolo desiderio... Le stava accanto ed era premuroso con lei... Ma lei? Era sempre più distaccata, indifferente, piena di se... E lui? Il classico "pesce" innamorato, che farebbe di tutto pur di renderla felice... forse per qualche aspetto mi trovo più vicina e solidale al signor Bovary.

Miss Prada (Messori Sara)

Anonimo ha detto...

Sarei uscita volentieri con emma. Magari saremmo diventate anche buone amiche, si credo di sì. Abbiamo un sacco di cose in comune: siamo entrambe romantiche, aspiriamo a cime ardue, e ad entrambe piace sognare… sarà puerile o da bambine, ma anch’io credo nel principe azzurro, o comunque condivido la ricerca per quella persona che ti fa battere il cuore in modo originale.
L’unica cosa che ci divide è il fatto di abbandonare il gioco per una cima non raggiunta. La vita è una battaglia continua e non bisogna mai farsi abbattere fino in fondo… dopo una salita c’è sempre una discesa… o come dice il mio caro amico Ligabue…”nella vita non si può sempre perdere”…
illy

Anonimo ha detto...

Flaubert ci mostra una Emma falsa, che ama recitare e che è assolutamente egoista. Essa non conosce la sincerità ne lo spirito critico, essa recita sin dall'inizio, quando si presenta ai lettori come una semplice, obbediente e seria ragazza. Credo che la sincerità e l'altruismo siano parti fondamentali della vita, su cui bisogna "lavorare" e perfezionare.
Penso di essere abbastanza sincera con me stessa e con gli altri, anche se qualche volta un'innoqua bugia non nuoce, ma qui parliamo di sincerità più profonda ed importante; qui parliamo di scelte di vita, di sentimenti e di vite innocenti come la piccola Berta. Credo che Emma non sia un bel prototipo di donna, e credo che Flaubert sia un po' maschilista.

Pasquali Melania

Anonimo ha detto...

Io e Emma non ci assomigliamo molto, ma ,la voglia di non fermarci mai e aspirare sempre al meglio ci accomuna ... credo che dietro quel suo lato cosi falso e traditore si nasconda una profonda insicurezza che non mi appartiene, infatti, solitamente quando prendo una decisione, anche la più banale, quella che sembra includere meno rischi,ma, che nel suo piccolo cambieràla mia vita, non sono solita a tornare indietro...
un particolare che ci rende molto diverse è il modo di porci davanti all' amore perchè credo sia importante vivere al fianco della persona che si ama... ma non penso sia semplice trovare quella persona che riuscirà a farti battere il cuore per una vita intera... però so che un giorno una scintilla mi colpirà e allora capirò di aver trovato quell' amore che stavo aspettando... è chiaro che Emma avrebbe potuto aspettare a sposarsi, magari, avrebbe capito che nel mondo, non troppo lontano da lei ,ci poteva essere qualcuno che amava e desiderava più di chiunque altro e questo avrebbe fatto la differenza...
Stefania Iori

Anonimo ha detto...

isionomia a parte, nel quale siamo pienamente dissimili, caratterialmente, io ed Emma abbiamo qualche punto in comune. Ad esempio il fatto di interessarsi e dopo poco tempo distaccarsi da alcune delle cose che poco prima ci incuriosivano. Anche il fatto di sognare un amore ideale e di credere in questo sentimento che però, spesso si rivela deludente, ci accomuna. Emma, a differenza di me, è notevolmente impulsiva e istintiva. Prende decisioni senza pensare al futuro, oppure pensando esclusivamente al suo avvenire e non a quello delle persone che la circondano, per questo la ritengo anche un po’ egoista. Inoltre, la protagonista, brama ricchezza e aristocrazia mentre io mi accontento.

Anonimo ha detto...

Io ed Emma Bovary siamo due persone molto diverse. Probabilmente questo è dovuto soprattutto al contesto storico e sociale in cui viviamo, ma non solo. Emma è alla ricerca della felicità, un’emozione che non ha mai assaporato, ma che conosce grazie alla lettura di numerosi romanzi. La insegue, la brama, la vuole a tutti i costi. Crede di vivere in una favola, si illude che il principe azzurro un giorno arriverà da lei per riportarla nel suo elegante castello… e questo dove la porta? Alla morte. Appena si rende conto che le parole “vita reale” e “fiaba” sono nettamente distinte, preferisce abbandonare questa realtà, che non era di suo gradimento.
Io non sono così. Non sono come Lei.
È stato bello credere di vivere una favola, però “più cresci e più capisci che le fiabe son fiabe, e non si avverano mai”. Penso di averlo imparato proprio quest’ estate… eppure sono ancora qui.
Non comprendo le scelte prese dalla signora Bovary, non riesco ad immedesimarmi in Lei… non trovo proprio nulla che accomuni questa donna così ambiziosa, ma non abbastanza decisa, alla Cate.

Cate.

Anonimo ha detto...

Emma Bovary e Janis Miriam Molinaro??...uhm... beh dai qualcosa c'è che ci accomuna...la frenetica ricerca della felicità...chi nn pensa ad arrivare all'essere felici?!?...a parte questo...no..non c'è assolutamente niente di simile tra noi...lei così costruita...sempre pronta a recitare una parte...impaziente di arrivare ad una meta che sa che è impossibile da raggiungere...è solo un modo per auto-illudersi...non solo recita una parte ma decide tutta la storia...fino a trovarsi al punto massimo della sua vulnerabilità e debolezza...e si uccide...
un abisso tra Emma e Janis Miriam Molinaro...e per fortuna!!!

Janis M.

Anonimo ha detto...

Non penso proprio di essere come la sig Emma Bovary. Beh forse in tutte le donne cose come: pensierini maliziosi, voglia di provare esperienze diverse, occupano la mente. Ma di certo non sono ingenua come lei. O almeno credo. Già, la felicità non si può cercare, non esite. Se arriva, arriva e poi bisogna constatare se alla diretta interessata alletta l'idea di quel tipo di felicità. Oramai con la crescita si riesce a comprendere che la vita nelle fiabe è solo finzione. Una finzione, che però, è bella poter immaginare almeno per un istante, ma che di certo non puoi vivere. Bisogna riuscire ad essere realisti e capire come veramente il mondo funziona, anche se bisogna ammettere che i tempi di quell'epoca erano ben diversi.
Fede Riji

Anonimo ha detto...

Questo è un breve confonto critico fra una teenager dei nostri giorni e una giovane borghese di un romanzo scritto a metà del 1800. Critico potrebbe non sembrare per niente, tanto quanto Madame Bovary non potrebbe centrare con me. Eppure devo fare un confronto e da confrontare ci sarebbe l’intero mondo lunatico delle ragazze adolescenti. E le adolescenti sono tali e quali a quell’epoca quanto nel 2007. Nonostante tutto devo ricordare che quando parlo dell’età di Madame Bovary; essa non coincide esattamente con quella adolescente ma la mente, la sua mente potrebbe essere. Perché costruirsi un mondo di favole? Perché costruirsi un mondo proprio come nei libri e cercare di affrontare la vita con così poco spirito critico da dover rinunciare alla vita e prima ancora a prostituirsi e prima ancora a raccimolare debiti e nonostante tutto buttarsi fra le passioni e fra il desiderio di saloni lussuosi o passeggiate sulle magnifiche vie di quella grande città che è Parigi? Cos’è? Forse un misto fra la dura realtà da affrontare trovando però un appiglio, uno solo a quel mondo magico descritto nei più bei libri di cui la signora Bovary era tanto affezzionata?
I giovani come me leggoono libri per andare avanti con la fantasia mentre gli adulti se ne servono per tornare indietro. Credo che la signora Bovary non appartenga a nessuno di queste due “categorie” o forse ad entrambe. Trovo che sia stata una donna piuttosto insicura. Non sempre la fantasia porta all’insicurezza, ma sfurttarla in quel modo si. Madame Bovary ricorreva all’estrema fantasia dei libri e alla cruda realtà del mondo delle prostitute. No, non condivido le sue scelte e in molti casi non riesco a capirla. Io e madame Bovary non saremmo andate sempre d’accordo.
Giulia Menegatti.

Anonimo ha detto...

Sicuramente io ed emma non siamo affini...
All'inizio del libro sembrava una donna molto premurosa e timida ma alla fine si è rilevata totalmente diversa... l'apparenza inganna...
Io, diversamente da lei nn cerco nuove esperienze!

Anonimo ha detto...

Leggendo il romanzo mi sono rispecchiata in parte in Emma, per la sua vita avventurosa e i suoi tentativi di adattarsi ad un mondo che non le appartiene...al contra
rio di lei, però, non aspiro alla bellezza, all'agio e alla passione e non trovo la mia vita noiosa anche se, a volte, sembra comune alle altre... Emma vive la sua vita attraverso un tessuto di bugie, io al contrario, cerco di lottare per i miei ideali sempre con sincerità e coerenza con me stessa...
lauri

Anonimo ha detto...

Non mi riscontro assolutamente in Emma Bovary, protagonista del romanzo. Lei ha una visione romantica della vita imbevuta nell'alta società, il problema è che lei non riesce a vivere come vuole questa sua prospettiva, visto anche il suo stile di vita. Penso che nella vita, appena si presenti un' opportunità o una via secondaria, si debba intraprendere, ma non nello stesso modo della Sig. Bovary. Lei pur di trovare la felicità che suo marito Charles non le da, la cerca nel tradimento, nell'adulterio. Tutte le donne hanno i loro momenti di malizia o di debolezza, ma io non ricercherei mai la mia felicità tradendo le persone che mi stanno accanto. E in confronto ad Emma ho una visione più realistica della vita, che mi sembra che a lei manchi.
Camilla Lotti

Anonimo ha detto...

Non credo di riscontrami con Emma, perchè lei ha un carattere molto più avventuroso e allo stesso tempo anche ingenuo rispetto a me, che vivo sempre al meglio le situazioni che mi vengono proposte, senza però andare fuori limite.
Mentre Emma cerca in una persona un senso di sicurezza e di "egocentrismo", io cerco un equilibrio in me stessa senza appoggiarmi sugli altri, ma confrontandomi con essi.
Cavazzuti Sara

Anonimo ha detto...

Appena ho letto del compito che avrei dovuto fare, mi sono posta subito la domanda…come posso paragonarmi a madame bovary se lei è vissuta nel 800 ed io sono in pieno della mia adolescenza nel 2007 ?

Dopo aver letto il libro mi sono “illuminata”; devo dire che la differenza tra le adolescenti odierne e la signora bovary non c’è, o almeno se c’è è minima; entrambe riscontriamo gli stessi problemi, la voglia di evadere da una vita monotona, caratterizzata dalle solite routine inevitabili..( in particolare in inverno stagione che odio) del resto non penso di essere molto simile sotto l’ aspetto sentimentale, non mi ritengo una persona intenta a trovare immediatamente un uomo che possa modificare la mia vita, come la signora bovary che oltre a sposarsi rimase sempre attratta dalla vita mondana cercando sempre qualcosa di più, qualche uomo diverso per rendere la sua monotona e noiosa vita più allegra; infatti questa sua smania di cambiare di non soddisfacimento l’ ha portata alla morte.
Ciancio Sara

Anonimo ha detto...

Mi trovo in una situazione differente dalla protagonista in quanto,nonostante anche io desidero la libertà, ho una famiglia disposta ad aiutarmi a venirmi incontro, di conseguenza come mia prima necessità non sarà certo la scelta che ha fatto Emma. Inoltre reputo che i continui cambiamenti d’umore siano stati causati dalla frettolosa scelta di sposarsi perché probabilmente non conosceva ancora bene il marito. Così delusa della vita e dal rapporto piatto che aveva in continuazione con il marito decise d’esternare il suo amore,mai ricambiato, con altri uomini. Alla fine non potendone più della vita che fino ad ora aveva trascorso decise di morire avvelenata. In alcune circostanze posso capire lo stato d’animo della protagonista, che forse in alcune situazioni anche io sarei stata propensa a commettere lo stesso errore, ma forse non sarei giusta a quella conclusione così drammatica e tragica.

Anonimo ha detto...

Non credo di avere nulla da spartire con Emma, viaggiamo su strade completamente opposte.
Intanto non mi sono mai posta l'interrogativo "sono pronta a scontrarmi con le diverse situazioni che la vita mi pone davanti?".
Perchè distruggersi il cervello chiedendosi ininterrotamente se è giusto quello che fai?.
Certamente non avrei ricorso all'adulterio per cercare di risollevare la mia vita, come invece ha fatto Emma.
Ha voluto trasformare qualcun altro, e non la persona che le era accanto, in uno stimolo unico della sua piatta esistenza.
Da donna felice che poteva essere ne è uscita una donna esasperata, tormentata e insoddisfatta perdendo la tranquillità di quella quotidianità che io reputavo sufficiente.
Tutte quelle emozioni e stimoli che andava cercando le aveva davanti agli occhi.
Io rimango sulla mia strada che se poco mi aspetto forse rimarrò sempre felice, non ho voglia di mettermi alla ricerca di qualcosa che prima ti travolge e poi svanisce.
Clary R.

Anonimo ha detto...

Emma era infelice e cercava un rimedio. Allora scelse la strada apparentemente più semplice, l'adulterio. Era convinta che in questo modo sarebbe riuscita ad appianare quel senso di oppressione derivante dall'insoddisfazione. In realtà non si è mai posta molte domande. Avvertiva una mancanza, era insofferente quindi ha egoisticamente cercato il modo più rapido per porre fine a quella tortura. Proprio come una bambina capricciosa, nulla di quanto la circondava era abbastanza per lei. Per quanto mi riguarda non avrei mai sposato un uomo senza dapprima conoscerlo e facendo riferimento su una banale infatuazione. Soprattutto non avrei usato squallide menzogne, avrei preferito la verità perchè non sarei riuscita a sopportare una situazione tale. Emma non ha mai avuto sensi di colpa forse a causa del suo egoismo, un altro elemento che ci differenzia. In qualsiasi circostanza penso sia meglio abituarsi ad una cruda verità piuttosto che ad una dolce bugia che nel suo profondo nasconde il veleno. Emma sembrerebbe il ritratto di un adolescente in piena crisi di identità che cerca il suo mondo in un'atmosfera illusoria.
Angelica

Anonimo ha detto...

io ed emma? siamo completamente l'opposto l'una dell'altra. come sale e pepe. bianco e nero. caldo e freddo.
lo ammetto! sono una ragazza gelida per quanto riguarda i sentimenti. mia madre non smette nemmeno un giorno di ricordarmelo. ma è così, e ammetto di non essermi mai sforzata cercando di districare quella matassa intricata di sentimenti indecifrabili. proprio non fanno per me.
quindi, prof, può immaginare quanto mi sia piaciuto il libro.
spesso ho chiuso il libro per il nervoso o per rabbia. per quanto mi sia sforzata emma e io non andremo mai d'accordo. a me la soluzione sembra semplice e quasi scontata: se non ti piace una persona la lasci e AMEN. senza costruirci su un'intera storia "d'amore" se così possiamo chiamrlo. io prprio non concepisco come un sentimento così stupido e futile possa spingere una ragazza a fare cose inimmaginabili come legarsi ad un unomo del quale non si sa nulla.
lucia

Anonimo ha detto...

Questo post nasce da una conversazione con una cara amica, una ragazza che, pur nella lontananza fisica che ci separa, sento molto vicina ai miei pensieri, al mio modo di sentire, al mio essere.
Una Ragazza che, come me, si ritrova spesso, per un motivo o per un altro, a fare i conti con un cuore ed una mente in continuo fermento, sempre ad interrogarsi su ciò che prova, perennemente alla ricerca di un po’ di serenità interiore.
La chiamiamo inquietudine…sì, in effetti credo che, se proprio un nome si debba dare a certe sensazioni, inquietudine possa render bene l’idea di quella specie di tarlo che ci scava dentro l’anima.
Leggere Madame Bovary in parte è stato come percorrermi dentro anche se,per quante similitudini possano esserci,io non approvo e condivido la,leggerezza e superficialità con cui affronta la vita.
Man mano che la vicenda si snoda il personaggio si lascia sempre piu andare in un limbo di frivolezze e "ocaggini" che me lo fanno disprezzare. Se per certe cose posso vedervi una similitudine per altre no.

(Ferrari)

Anonimo ha detto...

Non noto forti differenze tra me ed Emma, anzi, mi rispecchio molto nella sua personalità. Il suo modo di amare, di totale abbandono, ti trascina in un vortice così turbolento, che è impresa assai ardua uscirne. La nostra passione è perfino morbosa, niente di patologico, solo una gran voglia di amare ed essere amati, cosa chiediamo di più?
Il fattore che ci separa è il contesto storico. Di fatto, abbiamo due modi di percepire il mondo. Per Emma il mondo è quella scoperta che gli occhi pretendono, che desiderano ardentemente … ascoltare quella brezza primordiale che avvolge le tue emozioni. Io, invece, mi rendo conto di non “sentire” il mondo, le mie sensazioni sono troppo intorpidite dalla tecnologia. Una scarna mano tesa al contatto col mondo, ma non riesce, poiché è troppo debole.

Laura Guaitoli

Anonimo ha detto...

Io ed Emma siamo sulla stessa barca.
Emma scappa come me.
E voi non sapete quanto sia terapeutico scappare.
Andare via,allontanarsi.
Emma si era stancata,come me.
Allora ha conosciuto altri cuori, altre parole di conforto, altri baci,altri corpi.
Emma ha scelto la libertà alla prigione. La pazzia al conformismo.
Emma ha fatto bene.
Io ho fatto bene.
Perché quando ripenso ai suoi occhi,al modo in cui ci siamo conosciuti,ai nostri incontri,al suo modo di guidare penso che ho fatto una gran cosa.
E così lei, tra le sue lettere e il suo carattere ha trasgredito un mondo che le stava stretto.
Anche se tutto ciò l’ha portata alla morte.
Io sono convinta che lei si sentisse pienamente viva:completa,finita.
Ed io,come lei, da quel momento non ho mai più tradito. Ma se qualcuno mi chiedesse “Ne è valsa la pena?” io risponderei “SI!”.
Poi da quel giorno, quando voglio sentirmi infedele, vado in camera,mi metto sotto il lenzuolo e ripeto quelle frasi: C'è la neve nei miei ricordi.
C'è sempre la neve.
E mi diventa bianco il cervello se non smetto di ricordare.
Tanto qui sotto, nulla è peccato
Ed io,come Emma,lo rifarei altre mille volte.
Auri.

Anonimo ha detto...

2 settembre 2009 9.26
Anonimo ha detto...
Il personaggio principale del racconto penso che sia abbastanza differente da me: in primo luogo non mi è piaciuta la sua ossessione per i beni materiali, in secondo luogo il fatto di non apprezzare a fondo (almeno per la maggior parte del romanzo)le persone che le stavano intorno.
La grande differenza, che ho trovato con Madame Bovary, è il desiderio di una salita nella scala sociale sfruttando le persone, che la portavano ad avere rapporti vuoti, creando in lei grandi sensi di colpa e di rammarico.
Al contrario di Emma, io preferisco avere rapporti veri ed autentici con le persone, rinunciando per questo all'ascesa all'interno della società, accontentandomi di quello che ho, siccome la ricchezza interna contribuisce a vivere felicemente e serenamente.

Anonimo ha detto...

Il personaggio principale del racconto penso che sia abbastanza differente da me: in primo luogo non mi è piaciuta la sua ossessione per i beni materiali, in secondo luogo il fatto di non apprezzare a fondo (almeno per la maggior parte del romanzo)le persone che le stavano intorno.
La grande differenza, che ho trovato con Madame Bovary, è il desiderio di una salita nella scala sociale sfruttando le persone, che la portavano ad avere rapporti vuoti, creando in lei grandi sensi di colpa e di rammarico.
Al contrario di Emma, io preferisco avere rapporti veri ed autentici con le persone, rinunciando per questo all'ascesa all'interno della società, accontentandomi di quello che ho, siccome la ricchezza interna contribuisce a vivere felicemente e serenamente.

Daniele

Anonimo ha detto...

io e Emma siamo diverse sotto alcuni punti. Capisco il suo tantativo di fuga, cercar di scappare dalla realtà perchè molte anche a me succede. La cosa che ci distingue il particolar modo è il suo modo di "amare", non si può stare con una persona che nn si ama è come una presa in giro. Inoltre tutti questi salti da una storia a l'altra non hanno senso, non è così che si cerca la felicità. Io preferisco avere dei veri rapporti con la gente, essere sincera e essere felice di quello che le persone che mi vogliono bene fanno per me, infatti le persone che criticano i tentativi che gli altri fanno per renderle felici non le sopporto.